Mpox: emergenza sanitaria globale prolungata per la terza volta in meno di due anni

Mpox: emergenza sanitaria globale prolungata per la terza volta in meno di due anni

L’OMS estende l’emergenza sanitaria per l’Mpox a causa dell’aumento dei casi, in particolare nella Repubblica Democratica del Congo, richiedendo una risposta internazionale coordinata e finanziamenti adeguati.
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Mpox: emergenza sanitaria globale prolungata per la terza volta in meno di due anni - Gaeta.it

L’emergenza sanitaria legata all’Mpox, precedentemente noto come vaiolo delle scimmie, è stata estesa dal direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus. Quest’ultimo ha annunciato la decisione a seguito di una nuova riunione del Comitato di emergenza, sottolineando l’urgente necessità di affrontare l’aumento dei casi e la diffusione del virus in diverse aree del mondo. Questa dichiarazione evidenzia la gravità della situazione attuale e la necessità di un intervento coordinato a livello internazionale.

La situazione attuale di mpox

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato l’Mpox come un’emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale per la terza volta dal 2022. Durante l’ultima riunione del Comitato di emergenza, tenutasi il 25 febbraio 2025, è emersa la preoccupazione per il costante aumento dei casi. La Repubblica Democratica del Congo, in particolare, ha registrato un notevole incremento nella diffusione del virus, il che ha sollecitato una risposta urgente da parte delle autorità sanitarie mondiali.

Ad oggi, la crescente minaccia rappresentata dal clade Ib, un ceppo virale forse più aggressivo, si è propagata anche in altri paesi africani, spingendo gli esperti a raccomandare un prolungamento dell’emergenza. Il comitato ha evidenziato non solo l’aumento del numero di contagi, ma anche la necessità di finanziamenti adeguati per implementare il piano di risposta a livello locale. In assenza di fondi sufficiente, le misure di contenimento risultano difficili da attuare, aumentando così il rischio di una diffusione incontrollata.

Le fasi dell’emergenza globale

L’Mpox è stato dichiarato un’emergenza sanitaria globale per la prima volta nel luglio 2022. In quel momento, il virus si stava diffondendo principalmente in Europa, e il ceppo circolante era il clade II. Questa iniziale ondata di casi ha colpito molte nazioni del continente, portando le autorità sanitarie a intervenire prontamente. L’emergenza è stata chiusa a maggio 2023, dopo un apparente calo dei contagi.

Tuttavia, l’estate del 2024 ha visto una ripresa preoccupante con un aumento vertiginoso di nuovi casi, soprattutto nella Repubblica Democratica del Congo. Questo ha spinto l’Oms a riattivare la dichiarazione di emergenza al fine di mobilitare risorse e implementare strategie per frenare la diffusione del virus. Il monitoraggio continuo della situazione permette agli esperti di valutare meglio i rischi e di adottare misure correttive in modo tempestivo.

L’importanza della cooperazione internazionale

L’estensione dell’emergenza Mpox rappresenta un richiamo all’azione per tutti i paesi. Le raccomandazioni emesse dal comitato dell’Oms enfatizzano la necessità di una collaborazione internazionale per affrontare questa crisi sanitaria. È fondamentale che le nazioni condividano informazioni, risorse e pratiche efficaci nella gestione dei rischi associati all’Mpox.

Le difficoltà nel finanziare piani di risposta efficaci possono compromettere la gestione dell’epidemia. Pertanto, diverse nazioni sono chiamate a collaborare e a mobilitare fondi per sostenere gli sforzi di controllo e alleviare la pressione sui servizi sanitari locali. La sinergia tra governi e organizzazioni internazionali, così come il contributo della società civile, è essenziale per garantire una risposta massiccia e strutturata a questa emergenza sanitaria.

È chiaro che l’emergenza legata all’Mpox richiede attenzione immediata e azioni concrete per limitare la diffusione del virus. L’Oms continuerà a monitorare la situazione e a fornire orientamenti necessari per garantire la salute pubblica a livello globale.

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