Netanyahu in visita alla Casa Bianca: intensificano le operazioni militari su Gaza

Netanyahu in visita alla Casa Bianca: intensificano le operazioni militari su Gaza

Tensioni crescenti in Medio Oriente con Netanyahu in visita alla Casa Bianca, mentre le operazioni militari israeliane a Gaza causano un elevato numero di vittime civili e preoccupazioni internazionali.
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Netanyahu in visita alla Casa Bianca: intensificano le operazioni militari su Gaza - Gaeta.it

La situazione in Medio Oriente continua a essere tesa mentre il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si prepara a recarsi alla Casa Bianca per incontri diplomatici cruciali. Nel frattempo, le Forze di difesa israeliane stanno intensificando i bombardamenti su Khan Younis, una città nella parte meridionale della Striscia di Gaza, mirando a diverse aree e provocando un elevato numero di vittime civili. Gli eventi di questi giorni hanno suscitato preoccupazione a livello internazionale per l’andamento del conflitto e le sue conseguenze umanitarie.

Operazioni militari israeliane a Gaza

Le forze israeliane hanno ampliato le loro operazioni a terra nelle zone settentrionali e meridionali di Gaza, prendendo il controllo di aree strategiche come Beit Hanoun, Beit Lahia, Rafah e la regione di Morag. Secondo quanto riportato da fonti locali, le operazioni danneggiate dall’intensificarsi dei bombardamenti notturni avrebbero causato almeno cinque morti a Gaza dall’alba. In particolare, un attacco aereo mirato a una mensa di beneficenza a Khan Younis ha provocato la morte di tre persone, secondo quanto riportato da Al Jazeera.

Le Idf hanno supportato le operazioni a terra con attacchi aerei e bombardamenti d’artiglieria. La notizia della ripresa delle ostilità, avvenuta il 18 marzo, ha portato a una drammatica escalation del conflitto. Alle attentato avrebbe fatto seguito la dichiarazione del ministero della Salute di Gaza, controllato da Hamas, che ha riportato la cifra di almeno 1.249 morti e oltre 3.000 feriti dall’inizio degli attacchi. Questa situazione mette in evidenza il drammatico impatto del conflitto sulla popolazione civile di Gaza.

Le ambulanze sotto tiro e la reazione israeliana

Una controversia è scoppiata riguardo a un’operazione israeliana che ha coinvolto un’ambulanza. Un video diffuso dal New York Times ha mostrato che le ambulanze palestinesi stavano effettivamente viaggiando con le luci di emergenza accese mentre si trovavano sotto il fuoco israeliano. Questo contrasta con la versione ufficiale israeliana, che sostiene che le ambulanze si stavano muovendo in modo sospetto. Il portavoce delle Idf ha dichiarato che la loro operazione ha avuto come obiettivo un militante di Hamas, Mohammad Amin Ibrahim Shubaki, che avrebbe partecipato all’attacco del 7 ottobre.

Il video, trovato sul cellulare di uno dei quindici medici palestinesi uccisi durante il conflitto, è stato successivamente confermato dall’Onu, che ha dichiarato che i corpi sono stati sepolti in una fossa comune. La narrazione fornita dalle fonti ufficiali e i video di testimonianza pongono interrogativi sulla trasparenza e sull’accuratezza delle informazioni diffuse da entrambe le parti in conflitto.

Minacce esterne: attacco Houthi da Yemen

Parallelamente ai combattimenti in Gaza, il movimento ribelle Houthi ha dichiarato di aver condotto un attacco con droni su un obiettivo militare israeliano vicino a Tel Aviv. L’informazione è stata confermata dal portavoce del movimento, Yahya Saria, nel corso di un’intervista al canale Al Masirah. Le forze israeliane hanno replicato segnalando di aver intercettato e abbattuto un drone che si avvicinava al loro spazio aereo.

Questo attacco rappresenta un ulteriore elemento di complessità nel già difficile contesto mediorientale. In aggiunta, l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha utilizzato Truth Social per condividere un video relativo a un attacco americano contro obiettivi Houthi in Yemen, accogliendo l’attenzione mediatica su questo aspetto del conflitto.

La visita del vice inviato speciale Usa in Libano

Morgan Ortagus, vice inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente, si è recata in Libano in un momento delicato per la regione. Questo è il suo secondo viaggio nel paese dall’inizio dell’amministrazione Trump, e avviene proprio mentre la tregua tra Hezbollah e Israele è messa a dura prova dall’intensificarsi degli attacchi israeliani. Negli ultimi giorni, l’esercito israeliano ha condotto raid aerei su obiettivi in Libano, inclusa la capitale Beirut, mentre razzi sarebbero stati lanciati dal Libano verso il territorio israeliano.

Hezbollah ha negato di essere coinvolto in questi attacchi, ma la situazione rimane tesa e instabile. La visita di Ortagus potrebbe cercare di stabilire un dialogo con i leader libanesi per alleviare le tensioni, riflettendo l’interesse degli Stati Uniti per la stabilizzazione della regione.

L’andamento degli eventi in Medio Oriente continua a suscitare preoccupazione per le implicazioni geopolitiche e umanitarie. La visita di Netanyahu alla Casa Bianca e le operazioni militari in corso elevano l’attenzione internazionale verso una crisi che sembra lontana dalla risoluzione.

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