Nonostante la sentenza, i risarcimenti alle vittime di Pietransieri restano in sospeso

Nonostante la sentenza, i risarcimenti alle vittime di Pietransieri restano in sospeso

Il ritardo nella notifica della sentenza alla Germania frena i risarcimenti per le vittime dell’eccidio di Pietransieri, mentre nuove azioni legali emergono per includere ulteriori famiglie escluse.
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Nonostante la sentenza, i risarcimenti alle vittime di Pietransieri restano in sospeso - Gaeta.it

Il ritardo nelle notifiche della sentenza alla Repubblica federale tedesca continua a mettere in attesa la prima fase dei risarcimenti destinati ai familiari delle vittime dell’eccidio di Pietransieri, avvenuto nel 1943. Nella frazione di Roccaraso, in provincia de L’Aquila, 128 civili furono uccisi dai soldati nazisti nel bosco dei Limmari, credendo erroneamente che la popolazione sostenesse i partigiani.

Il tragico bilancio dell’eccidio

Il 21 novembre del 1943, durante una brutale operazione militare, persero la vita 128 civili innocenti. Tra di loro si contarono 60 donne e 34 bambini di età inferiore ai dieci anni. Molti degli uccisi erano anziani, con una vita interrotta in un contesto di violenza e repressione. L’eccidio di Pietransieri rappresenta uno dei momenti più oscuri della storia italiana durante la Seconda guerra mondiale, evidenziando come le popolazioni civili siano state colpite duramente dalle azioni militari naziste. Nonostante i decenni trascorsi, il ricordo di quel tragico giorno rimane vivo tra i residenti della zona, rinnovando la richiesta di giustizia per le famiglie delle vittime, che da anni attendono un adeguato riconoscimento.

La sentenza e i risarcimenti

Secondo l’avvocato Lucio Oliveri, che ha seguito l’intero percorso giudiziario, la sentenza di risarcimento è diventata ormai esecutiva, ma deve ancora essere notificata ufficialmente alla Germania. Questo passaggio è cruciale, poiché solo dopo il governo tedesco può inviare la conferma di ricezione del documento. Al momento, non ci sono indicazioni certe riguardo alla tempistica per la compilazione dei moduli, da cui gli eredi delle vittime potranno accedere ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza messi a disposizione dal governo italiano. Tuttavia, Oliveri rimane ottimista e dichiara di essere ormai “in dirittura d’arrivo”.

La somma totale dei risarcimenti è stata fissata a 15 milioni di euro, destinata ai familiari delle 128 vittime. Al momento, solo il Comune di Roccaraso e alcune famiglie hanno ottenuto riconoscimenti economici. Questo è stato possibile grazie a una decisione della Corte d’Appello dell’Aquila, che ha accolto le richieste dopo il beneplacito della Corte di Cassazione a fine novembre del 2024. Questo ha stabilito che i risarcimenti possono essere riconosciuti anche in modo individuale, piuttosto che in maniera collettiva.

Nuovi ricorsi e la lotta per la giustizia

Parallelamente, è emerso un nuovo fronte legale: 91 cittadini hanno avviato un’azione giudiziaria, ritenendo che ci siano “morti di serie B” rimasti esclusi dai risarcimenti ufficiali. Ancor più complessa diventa la lotta per il riconoscimento di tutte le vittime, oltre ai nomi già compresi nell’elenco iniziale. Gli avvocati Aldo Di Ianni e Cristian Ricci guidano questo nuovo gruppo di ricorrenti, cercando di dare voce a chi si sente trascurato o dimenticato dalla storia. La questione risarcitoria continua a essere un tema delicato e di grande rilevanza per la comunità locale, che aspira a ottenere il giusto riconoscimento per le sofferenze subite durante quei tragici eventi.

La testimonianza di una sopravvissuta

Tra i pochi testimoni di quel periodo drammatico c’è Virgilia Macerelli, oggi 87enne, che vive nella frazione di Pietransieri. La sua esistenza rappresenta la memoria vivente di un’epoca segnata da orrori, ma anche la determinazione di non dimenticare. La testimonianza di Virgilia è fondamentale per mantenere acceso il ricordo delle vittime e la lotta per la giustizia. La sua presenza nella comunità è un richiamo costante alle atrocità del passato, ma anche la forza di una generazione che, nonostante tutto, continua a chiedere giustizia e riconoscimento per i propri cari.

La questione dei risarcimenti alle vittime di Pietransieri deve ancora trovare una risoluzione definitiva, mentre la battaglia per la giustizia continua a occupare un posto centrale nel dibattito locale e nazionale.

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