Dal 2025, ci saranno cambiamenti con impatti significativi sulla possibilità di ottenere la cittadinanza italiana attraverso il sistema dello ius sanguinis. Il ministro degli Affari esteri Antonio Tajani ha annunciato queste novità al termine della riunione del Consiglio dei ministri, dove è stato approvato un “pacchetto cittadinanza”. Queste modifiche sono state introdotte per evitare abusi e garantire che la cittadinanza rimanga un diritto serissimo.
I nuovi provvedimenti approvati
Il governo ha introdotto tre provvedimenti principali riguardanti le normative della cittadinanza. Il primo è un decreto legge con disposizioni urgenti. Questo decreto consente la rapida attuazione di alcune norme presentate in un secondo disegno di legge, dedicato alle “Disposizioni in materia di cittadinanza”. Quest’ultimo stabilisce un quadro più dettagliato su come verranno trasmesse le cittadinanze.
Il terzo provvedimento, anch’esso un disegno di legge, riguarda la revisione dei servizi per i cittadini e le imprese italiane all’estero. Qui si propone di semplificare i procedimenti che riguardano la ricostruzione della cittadinanza per coloro che sono discendenti di italiani e residenti all’estero, facilitando così l’iter burocratico per gli italodiscendenti maggiorenni.
In pratica, questo pacchetto legislativo mette in atto misure che non solo modificano le modalità di riconoscimento della cittadinanza, ma si propone anche di snellire l’intero processo per i residenti all’estero, in un momento in cui l’emigrazione rappresenta una realtà rilevante per l’Italia.
Le nuove regole di cittadinanza
Le nuove disposizioni prevedono delle limitazioni significative per i discendenti di cittadini italiani nati all’estero. Sarà riconosciuta la cittadinanza automatica solo per le prime due generazioni: quindi, soltanto chi vanta almeno un genitore o un nonno nati in Italia potrà definirsi cittadino dalla nascita. Questo rappresenta un cambiamento chiave rispetto alle misure precedenti, dove la linea di discendenza era più estesa.
Inoltre, i figli di cittadini italiani potranno acquisire automaticamente la cittadinanza solo se nati sul suolo italiano oppure se uno dei genitori ha risieduto in Italia per un periodo di almeno due anni prima della loro nascita. Queste nuove condizioni si applicano anche a chi ha già un’altra cittadinanza, al fine di evitare situazioni di apolidia.
È importante notare che chi è già stato riconosciuto cittadino non perderà il proprio status. Inoltre, per le richieste di riconoscimento della cittadinanza documentate e presentate entro il 27 marzo 2025, i procedimenti saranno regolati secondo le norme precedenti. Questo tempo limite offre un’opportunità per coloro che già avevano avviato le pratiche prima dell’entrata in vigore delle nuove regole.
Controversie e accertamenti
Un altro aspetto rilevante delle nuove normative riguarda la gestione delle controversie legate all’accertamento dello stato di apolidia o cittadinanza. Secondo il nuovo testo, non sarà più possibile utilizzare il giuramento e la testimonianza come strumenti probatori in questi casi. La responsabilità di fornire prove adeguate ricade interamente sul richiedente, che dovrà dimostrare l’assenza di cause che impediscono l’acquisizione o la perdita della cittadinanza secondo quanto stabilito dalla legge.
Queste modifiche mirano a snellire il processo e a definire chiaramente le linee guida da seguire, creando un sistema di verifica più rigoroso per i richiedenti. La trasparenza e la serietà sono al centro di questi cambiamenti, in un contesto in cui si cerca di tutelare la cittadinanza italiana da pratiche commerciali inadeguate. Mentre il dibattito su queste norme continua, l’attenzione resta alta su come queste modifiche impatteranno le comunità di italiani all’estero e i loro discendenti.