Nuova normativa per cittadini italo-discendenti: semplificata la richiesta di cittadinanza

Nuova normativa per cittadini italo-discendenti: semplificata la richiesta di cittadinanza

Il governo italiano introduce un decreto che modifica le regole sulla cittadinanza per gli italo-discendenti, semplificando le procedure e riorganizzando i servizi consolari per una maggiore efficienza.
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Nuova normativa per cittadini italo-discendenti: semplificata la richiesta di cittadinanza - Gaeta.it

Il recente decreto legge emesso dal governo italiano introduce cambiamenti significativi per gli italo-discendenti nati all’estero in merito alla cittadinanza. Le nuove disposizioni non si limitano a semplificare il processo di acquisizione della cittadinanza, ma riorganizzano anche i servizi consolari, mirano a rendere le procedure più rapide ed efficienti, e rispondono a una crescente richiesta di modernizzazione nell’ambito delle pratiche amministrative.

Cittadinanza per generazioni limitate

Secondo le nuove linee guida, solo gli individui italo-discendenti con almeno un genitore o un nonno nato in Italia potranno ottenere la cittadinanza italiana dalla nascita. Questo significa che, a partire dalla terza generazione, gli eredi di cittadini italiani nati all’estero non godranno più di questo diritto automatico. La misura è stata adottata per rafforzare i legami con la diaspora italiana, pur stabilendo limiti chiari su chi possa essere considerato cittadino italiano per nascita.

La logica alla base di questa modifica è doppia: da un lato, si intende preservare l’identità culturale italiana, mentre dall’altro, si vuole evitare un eccessivo allargamento dei diritti di cittadinanza a soggetti che possono non avere legami significativi con l’Italia. Questo nuovo approccio potrebbe generare discussioni tra le diverse comunità italo-discendenti sparse per il mondo, poiché alcuni potrebbero sentirsi esclusi da una connessione storica e culturale forte.

Riorganizzazione dei servizi consolari

Un altro importante cambiamento introdotto dal decreto riguarda il modo in cui gli italo-discendenti possono accedere ai servizi consolari. Non dovranno più rivolgersi ai consolati per ottenere la cittadinanza, ma contatteranno un ufficio speciale centralizzato, istituito presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, comunemente noto come Farnesina. Questo ufficio sarà responsabile dell’accoglienza e dell’elaborazione delle richieste relative alla cittadinanza.

L’istituzione di questo ufficio ha come obiettivo chiaro quello di semplificare e velocizzare le procedure burocratiche, che spesso risultano lunghe e complicate. Si prevede un periodo transitorio di circa un anno per la piena organizzazione di questa nuova struttura, durante il quale si definiranno le modalità operative e logistiche dell’ufficio. La speranza è che questa riorganizzazione possa portare a economie di scala significative, migliorando l’efficienza operativa delle pratiche di cittadinanza.

Concentrarsi sui servizi ai cittadini

Con il nuovo decreto, si sposta anche l’attenzione dei consolati. Ora questi dovranno rivolgere le loro energie all’assistenza di coloro che sono già cittadini italiani, piuttosto che alla “fabbricazione” di nuovi cittadini. Questa scelta strategica mira a garantire che il supporto e i servizi approdino efficacemente a chi già possiede la cittadinanza, coprendo una vasta gamma di necessità, tra cui la liquidazione di pratiche burocratiche quotidiane e l’assistenza in caso di emergenze.

Altre misure per la modernizzazione dei servizi

Il decreto legge non si limita alle sole modifiche riguardanti gli italo-discendenti. Al suo interno si trovano anche altre importanti disposizioni tese a modernizzare l’erogazione dei servizi consolari. Saranno implementate migliorie per la gestione delle legalizzazioni, dell’anagrafe e per il rilascio di passaporti e carte d’identità valide per l’espatrio. Queste innovazioni rappresentano un passo verso la digitalizzazione delle pratiche, sperando di semplificare ulteriormente l’accesso dei cittadini ai servizi pubblici all’estero.

In sintesi, i cambiamenti introdotti dal decreto segnano un’importante evoluzione nel modo in cui l’Italia gestisce la propria relazione con la diaspora. Con l’intento di facilitare le procedure, il governo spera di colmare un divario storico tra i cittadini italiani all’estero e il loro paese d’origine, rendendo le pratiche più accessibili e veloci.

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