Francesco Lucci, fratello dell’ex capo ultrà della curva Sud, si trova nuovamente al centro delle cronache per gravi accuse legate alla violenza nel contesto calcistico. Le nuove contestazioni si aggiungono al suo già difficile contesto legale, in quanto Lucci è attualmente a processo insieme ad altri due tifosi rossoneri nell’ambito di una maxi inchiesta che investe le dinamiche delle curve di San Siro. Quest’ultima svolta sottolinea la crescente attenzione delle autorità sul tema della violenza legata al tifo organizzato.
Accuse di associazione per delinquere e aggravanti
Nei confronti di Lucci, oltre al reato di associazione per delinquere, sono emerse altre pesanti accuse. È stato contestato il suo ruolo di promotore all’interno di questa organizzazione. In aggiunta, gli inquirenti hanno evidenziato l’aggravante relativa all’uso di armi, con riferimento a quelle trovate durante le operazioni di sequestro. Questo dettaglio sottolinea la serietà della situazione e il potenziale rischio associato all’attività di alcuni gruppi ultrà, che continuano a operare al di fuori della legge.
La maxi inchiesta ha svelato un quadro complesso, in cui è evidente la necessità di una risposta forte e coordinata da parte delle istituzioni, per contrastare in modo efficace la criminalità legata ai tifosi. La presenza di armi tra i membri di queste associazioni rappresenta un ulteriore campanello d’allarme, suggerendo un’evoluzione del fenomeno che va al di là del semplice sfogo sportivo.
L’aggressione al 25enne e il video in aula
Un aspetto centrale delle nuove accuse rivolte a Lucci è l’aggressione avvenuta il 12 maggio, in un ristorante di via Capecelatro, dove un giovane di 25 anni è stato picchiato brutalmente. Il pestaggio, scaturito da un litigio legato a una maglietta del Milan ritenuta contraffatta, ha coinvolto tre persone, e tra queste si trova anche Lucci. Oggi, un video dell’aggressione è stato proiettato in aula durante il processo.
Nel filmato, si può osservare la vittima a torso nudo, circondata da un gruppo di individui che la colpiscono con sedie e tavoli. La situazione degenera ulteriormente quando il giovane viene accoltellato. L’agente della sezione criminalità organizzata della Squadra Mobile di Milano, presente come testimone, ha confermato la presenza di Lucci tra gli assalitori. Questo rilievo potrebbe avere un impatto significativo sulle accuse già in atto, complicando ulteriormente la posizione legale dell’imputato.
Prospettive legali per Francesco Lucci
Francesco Lucci, assistito dall’avvocato Jacopo Cappetta, ha di fronte a sé uno scenario legale complesso. Con la modifica del capo d’imputazione, Lucci potrebbe richiedere di essere giudicato con rito abbreviato, una strategia che potrebbe ridurre i tempi del processo e, potenzialmente, le conseguenze penali.
La decisione di procedere con un rito abbreviato dipenderà da molteplici fattori, tra cui la valutazione delle evidenze e le testimonianze presentate in aula. I legali stanno attentamente ponderando le strategie da adottare in un contesto che si fa sempre più delicato. Mentre il processo continua, l’attenzione resta alta non solo per le implicazioni legali di Lucci, ma anche per il modo in cui queste vicende influenzano la percezione pubblica sulle dinamiche del tifo organizzato e le problematiche della violenza negli stadi.