Il processo che coinvolge la concessionaria di Ozegna, Canavese Auto, si sposta nel marzo 2026. La decisione è stata presa durante un’udienza affollata e segna una tappa importante in un’inchiesta che ha già sollevato preoccupazioni in tutta la provincia di Ivrea. Al centro dell’inchiesta ci sono accuse di truffe, riciclaggio e autoriciclaggio, con ben 35 imputati coinvolti in una rete di attività illecite che, secondo la Procura, ha manipolato contratti, trasferimenti di proprietà e finanziamenti.
Le accuse e il ruolo di Canavese Auto
L’inchiesta condotta dal pubblico ministero Alessandro Gallo si concentra su diverse pratiche commerciali illecite messe in atto da Canavese Auto. Esaminando il comportamento della concessionaria, gli inquirenti hanno scoperto un giro di affari che avrebbe truffato almeno 26 clienti. Le tecniche utilizzate erano tanto varie quanto preoccupanti, comprendendo la vendita di auto con chilometraggi falsificati e contratti di affitto abbinati a riscatto che non venivano mai rispettati.
La testimonianza della Procura indica un sistema consolidato di disonestà, in cui i passaggi di proprietà venivano spesso omessi, lasciando i clienti senza alcuna protezione legale. Tra i casi più eclatanti figura quello di un’Alfa Romeo Mito venduta come nuova ma con oltre 300.000 km registrati, un esempio lampante di come i consumatori siano stati raggirati. Le vendite avvenivano non solo in Piemonte, ma anche al di fuori della regione, coinvolgendo clienti provenienti da varie località come Ivrea, Rivarolo e Cuorgnè.
Persone chiave nell’inchiesta
In questo scenario complesso emerge il nome di Galina Alexandrova Koultchiskaya, ex amministratrice della società AJ Rent e figura centrale nelle indagini. Dopo la sua uscita, Sergio Bruno Silvestro ha preso le redini, ma secondo gli investigatori, questo cambiamento sarebbe stato solo una manovra di facciata per continuare le attività illecite. Accanto a loro, Alek Benedetto, figlio di Koultchiskaya, si è rivelato una figura cruciale nella gestione operativa. Altre personalità coinvolte includono Luis Josè De Paola, meccanico argentino, e il venditore Kevin Carlino, accusati entrambi di aver contribuito a vendere auto taroccate.
Il ruolo dei consulenti esterni
Un aspetto che complica ulteriormente la situazione sono i consulenti esterni coinvolti nel processo. Flavio Antonio Sartore, Michela Ongaro e Doriano Bertot sono citati nelle accuse come facilitatori di pratiche illecite. Si sospetta che abbiano agevolato operazioni come prestiti gonfiati e passaggi di proprietà mai completati, rendendo il sistema di Canavese Auto ancora più oscuro. Secondo l’accusa, questi professionisti avrebbero gestito una documentazione con straordinaria “elasticità”, contribuendo a un clima di illegalità persistente.
Autoriciclaggio e strategia difensiva
Oltre alle accuse di truffa, il caso include anche ipotesi di autoriciclaggio. La Procura ha raccolto prove di prelievi in contante, bonifici sospetti e spese travestite da rimborsi. Le indagini rivelano una movimentazione di denaro dai conti aziendali verso canali privati, con implicazioni significative per gli imputati come Koultchiskaya e Benedetto.
Le difese, intanto, si stanno preparando a contestare le accuse. Diverse strategie sono state già delineate: dall’argomentare che alcuni episodi potrebbero essere prescritti, alle dichiarazioni di avvocati che sostengono l’innocenza dei loro assistiti. La dinamica tra accusa e difesa promette di rendere il processo particolarmente interessante e complesso.
Un processo di importanza significativa
Il tribunale si prepara a un lungo iter processuale, in grado di influenzare non solo gli imputati ma anche l’intera comunità del Canavese. Con un rinvio che porta il processo al 2026, la vicenda non perde di rilevanza. La questione della fiducia nel mercato auto locale si fa ora più problematica, in un contesto in cui le esigenze di giustizia e chiarezza si intrecciano con i destini di numerosi clienti e professionisti coinvolti. Questo caso non ha solo un valore legale, ma colpisce profondamente l’economia e la reputazione di un intero territorio.