Nuove regole per l'ordine pubblico nei locali: il "Codice di condotta" per i clienti

Nuove regole per l’ordine pubblico nei locali: il “Codice di condotta” per i clienti

In Italia, un nuovo “Codice di condotta” mira a migliorare la sicurezza negli esercizi commerciali, stabilendo regole per clienti ed esercenti e promuovendo una collaborazione tra istituzioni e settore.
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Nuove regole per l'ordine pubblico nei locali: il "Codice di condotta" per i clienti - Gaeta.it

Una nuova iniziativa sta per essere implementata in Italia, mirata a migliorare la sicurezza e l’ordine pubblico negli esercizi commerciali. Un decreto del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi prevede l’affissione di un “Codice di condotta”, che stabilisce regole specifiche per i comportamenti consentiti all’interno di bar, ristoranti, discoteche, e altri luoghi di intrattenimento. Questo provvedimento ha l’obiettivo di ridurre comportamenti molesti e situazioni di pericolo, coinvolgendo attivamente le associazioni di categoria e gli esercenti.

Obiettivi del codice di condotta

Il “Codice di condotta” nasce dalle “Linee guida per la prevenzione degli atti illegali e di situazioni di pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica”, un provvedimento formalizzato per affermare una collaborazione tra istituzioni e esercenti. La strategia del Viminale mira a creare un sistema di cooperazione che consenta ai vari soggetti coinvolti di interagire per garantire un ambiente più sicuro. Gli esercenti potranno stipulare accordi a livello provinciale con i prefetti, che porterà a un coinvolgimento diretto nella gestione della sicurezza locale.

La funzione principale del Codice è quella di alzare il livello di prevenzione, contrastando l’illegalità in tutte le sue forme. Si propone di premiare quegli esercenti che adotteranno politiche attive per il mantenimento della legalità, evitando così che eventi di disordine causino chiusure e sospensioni delle licenze. Questa misura si traduce in una responsabilizzazione collettiva che può portare a un ambiente migliore per tutti.

Regole da seguire per gli avventori

Il “Codice di condotta” stabilisce una serie di norme che i clienti devono rispettare per essere considerati “avventori modello”. Tra le regole più significative, c’è il divieto di introdurre armi, spray urticanti o sostanze stupefacenti. Agli avventori è chiesto di non portare alcolici non forniti dal locale e di non danneggiare attrezzature come dispositivi antincendio. Un altro punto fondamentale è il rispetto delle uscite di sicurezza e la gestione dei rifiuti, poiché è vietato abbandonare bottiglie o residui di qualsiasi tipo nelle aree circostanti.

Questi requisiti pongono l’accento sull’importanza del rispetto reciproco, al fine di garantire una convivenza serena all’interno dei locali. L’introduzione di queste norme mira a evitare situazioni di disturbo e mantenere un ambiente tranquillo, tutelando sia i clienti che i gestori.

Requisiti per gli esercenti

Per i proprietari dei locali, sono state impostate linee guida precise che incentivano un ambiente più sicuro. Si richiede l’implementazione di sistemi di videosorveglianza, anche mediante l’affidamento a istituti di vigilanza privata. Questi devono riprendere le aree di accesso e le uscite di sicurezza, cruelty lì dove avvengono le attività economiche.

In aggiunta, i gestori devono garantire una buona illuminazione delle zone circostanti e devono predisporre misure per identificare i minorenni che accedono al locale. È fondamentale che ogni circostanza che possa comprometterne la sicurezza venga segnalata immediatamente alle forze di polizia. Ogni esercizio avrà anche un referente della sicurezza, un contatto diretto per le autorità che possa facilitare una comunicazione proficua in caso di necessità.

Critiche e preoccupazioni degli esercenti

Le nuove linee guida non hanno ricevuto un’accoglienza positiva da parte di alcuni rappresentanti del settore. Il presidente di Fiepet Confesercenti, Giancarlo Banchieri, ha manifestato preoccupazione per quei carichi di responsabilità che potrebbero gravare sui gestori, considerandoli eccessivi. Secondo Banchieri, i locali già svolgono un ruolo attivo nel prevenire situazioni pericolose e denunciare eventuali irregolarità, per cui l’imposizione di requisiti come l’installazione obbligatoria delle telecamere appare eccessiva.

Forti critiche sono arrivate anche dal politico Filiberto Zaratti, che ha descritto le nuove linee guida come “liberticide“, etichettando il tentativo di regolare il comportamento dei clienti come un passo indietro in termini di libertà personale. Secondo lui, esistono già norme penali sufficienti per gestire l’ordine pubblico, e l’introduzione di un Codice di condotta rappresenterebbe un surplus normativo ingiustificato.

Con l’implementazione di queste misure, resta da vedere come reagiranno i vari attori coinvolti e quali modifiche potrebbero apportare all’approccio alla sicurezza nei locali pubblici.

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