L’attenzione del panorama politico ligure si concentra sull’annuncio dell’opposizione unita, formata da Partito Democratico, Avs, Lista Orlando e Movimento 5 Stelle, che ha presentato una mozione per la chiusura di Alisa, l’Agenzia Ligure Sanitaria. La proposta verrà discussa in consiglio regionale tra due settimane, in concomitanza con un’importante informativa del presidente Marco Bucci, prevista per martedì prossimo, riguardo al disavanzo della sanità regionale. Questa dichiarazione arriva alla luce della recente manovra di bilancio, che ha rivelato un deficit di 62 milioni di euro nel settore sanitario.
Un consiglio regionale infuocato
L’informativa del presidente Bucci si preannuncia come un momento di accesa discussione tra le forze politiche, specialmente dopo le tensioni emerse nel dibattito precedente, in cui il capogruppo del PD, Armando Sanna, ha sollevato questioni critiche sul funzionamento di Alisa. La situazione attuale del sistema sanitario regionale è oggetto di forte critica da parte dei consiglieri di minoranza, che affermano che Alisa ha fallito nel suo compito fondamentale di promuovere un’evoluzione equilibrata del Servizio Sanitario Regionale. In particolare, sostengono che l’agenzia avrebbe dovuto facilitare la cooperazione tra Regione, Enti Locali e altre entità coinvolte nella sanità , ma non è riuscita a produrre risultati significativi.
A nuocere alla funzionalità del sistema, vi è un aumento incessante delle liste d’attesa, che costringono molti cittadini a rinunciare alle cure per ragioni economiche. Inoltre, si registra una crescente tendenza dei pazienti a rivolgersi a strutture al di fuori della regione per ricevere visite ed esami.
La struttura burocratica al centro delle polemiche
La composizione attuale del sistema sanitario ligure è un altro punto di attacco da parte dell’opposizione. Attualmente, insieme ad Alisa, operano cinque ASL che richiedono un numero considerevole di dirigenti, arrivando a contare tra le 22 e le 24 figure dirigenziali apicali. Questa situazione viene percepita come un appesantimento della gestione sanitaria, contribuendo a una struttura burocratica che non risponde adeguatamente alle necessità dei cittadini. Sono anche presenti 13 specialisti nel Consiglio superiore di sanità ligure, insieme a quattro esperti che operano come “saggi”.
La presenza di tante figure di coordinamento e dirigenza all’interno della sanità della regione genera confusione e inefficienze, secondo i critici. La duplicità delle funzioni a carico di Alisa e delle ASL accentua la disorganizzazione e deriva da una concezione poco coerente della governance sanitaria.
Proposte di riforma per la sanità ligure
Nell’intento di riformare e migliorare il sistema sanitario, il gruppo di opposizione ha proposto l’abolizione di Alisa, una struttura creata nel 2016 durante il primo mandato del presidente Toti. L’ex ministro Andrea Orlando ha messo in evidenza che l’obiettivo della proposta è quello di ottimizzare le risorse senza compromettere la qualità dei servizi. A suo avviso, una regione con una popolazione limitata e già suddivisa in cinque ASL non giustificherebbe l’esistenza di un’agenzia sanitaria, una struttura il cui costo compete direttamente con le risorse pubbliche.
L’opposizione intende mettere in evidenza come la riduzione della burocrazia, attraverso la soppressione di Alisa, possa ridurre sia i costi operativi sia le inefficienze generate dalla sovrapposizione di funzioni e organismi di governance. La speranza è che queste misure possano riportare il sistema sanitario ligure su un percorso più funzionale, al servizio dei cittadini liguri.