Il Premio Jean Giono, riconoscimento annuale che promuove l’importanza della gestione sostenibile delle foreste e della cultura ambientale, ha vissuto la sua cerimonia conclusiva presso il suggestivo Palazzo della Valle a Roma. Organizzato dalla Fondazione AlberItalia ETS e dall’Agenzia Veneta per l’Innovazione nel Settore Primario , questo evento si inserisce nel contesto del rimboschimento e della valorizzazione della vegetazione legnosa, sottolineando l’impegno di privati e enti nel preservare l’ambiente.
Il valore simbolico del Premio Jean Giono
Il Premio non è solo un tributo alla memoria dell’autore Jean Giono, ma anche un’iniziativa che riflette un messaggio profondo e attuale. Il protagonista del romanzo “L’uomo che piantava gli alberi“, Elzéard Bouffier, è l’emblema di un attivismo silenzioso che ha avuto un impatto duraturo sulle terre desolate della Francia meridionale. Oltre a rendere omaggio a una figura letteraria iconica, il premio rappresenta una spinta per incoraggiare amministratori, imprenditori e associazioni a impegnarsi nella creazione e gestione di boschi e spazi verdi, per il bene della comunità e dell’ecosistema.
Il riconoscimento è giunto alla sua sesta edizione, certificando un percorso di crescita e sensibilizzazione verso pratiche che promuovono rimboschimento e tutela degli spazi verdi. Ogni anno, il premio viene conferito a coloro che si sono distinti nell’ambito della vegetazione legnosa, come alberi e arbusti, favorendo la cultura forestale e il suo valore produttivo e naturalistico.
La cerimonia e i momenti salienti
La cerimonia del Premio Jean Giono 2024 ha visto la partecipazione di diverse figure di spicco del panorama ambientale. Enrico Allasia, presidente della Federazione Nazionale di Prodotto delle Risorse Boschive di Confagricoltura, ha aperto l’incontro, evidenziando l’importanza della collaborazione tra le associazioni e le istituzioni nel promuovere un approccio sostenibile alla gestione delle risorse forestali. Marco Marchetti, presidente della Fondazione AlberItalia, ha poi sottolineato il ruolo cruciale di tale iniziativa nel contesto del potenziamento della presenza forestale in Veneto, contribuendo alla diffusione di buone pratiche in ambito ambientale.
La rassegna ha visto anche l’intervento di Andrea Piotti, ricercatore presso il CNR-IBBR, il quale ha stimolato una riflessione sui problemi legati alla scelta delle piante autoctone rispetto a quelle alloctone, evidenziando i rischi e le opportunità di ciascun approccio in base ai più recenti studi di genetica forestale. Questo dibattito è stato particolarmente stimolante per la commissione di valutazione, che ha potuto così confrontare idee e visioni diverse, fondamentali per le decisioni future nel campo della gestione forestale.
I riconoscimenti e le menzioni speciali
Quest’anno il premio ha ricevuto un alto numero di candidature, ben 52, da ogni parte d’Italia. La Commissione di valutazione, composta da esperti come Roberto Fiorentin e Solaria Anzilotti, ha avuto il difficile compito di selezionare i vincitori, considerando attentamente il valore e l’impatto dei progetti presentati. La necessità di assegnare menzioni speciali è stata ripetutamente evidenziata da Sergio Gallo, direttore della Fondazione AlberItalia, a dimostrazione della qualità elevata delle candidature.
I vincitori della sesta edizione sono stati accolti con entusiasmo e riconoscimento. A ciascuno di loro sarà offerta una fornitura di 250 piante, tra alberi e arbusti, donate dal Centro Biodiversità Vegetale e Fuori Foresta di Veneto Agricoltura. Inoltre, riceveranno un attestato e una copia del volume “Foreste e Società – Piccolo Dizionario di Gestione Forestale Sostenibile“, un dono simbolico e informativo che sottolinea l’importanza della sostenibilità.
I premiati di quest’anno includono Vincenzo Danieletto, Graziano Pizzolato, Luca Scarnati e l’Associazione Driade, ciascuno riconosciuto per il proprio straordinario contributo al settore.
Conclusioni del Premio
L’evento di quest’anno ha dimostrato l’incredibile passione e dedizione di molti individui e associazioni nel campo della sostenibilità eco-ambientale. La celebrazione del Premio Jean Giono non è solo un momento di riconoscimento, ma anche un fuoco di speranza per il futuro, infondendo voglia di continuare a lavorare insieme per promuovere pratiche che favoriscano un ambiente più verde e sano. La lotta contro il degrado ambientale e la possibilità di ricostruire un equilibrio ecologico non sono mai state così cruciali, e il premio rappresenta un passo importante verso un futuro migliore.
Ultimo aggiornamento il 10 Dicembre 2024 da Laura Rossi