Nel cuore delle Marche, la gestione dei rifiuti sta destando allerta per possibili ripercussioni legali a livello europeo. Europa Verde Marche, rappresentata dalla portavoce regionale Sabrina Santelli, ha segnalato alle istituzioni europee una potenziale illegittimità del piano rifiuti regionale. L’accusa si basa sull’intenzione di utilizzare l’inceneritore come soluzione principale, ignorando alternative più sostenibili e in linea con le normative europee.
Critiche al piano rifiuti della giunta Acquaroli
La posizione di Europa Verde si concentra sulla critica dell’approccio dell’assessore Aguzzi e della giunta guidata da Francesco Acquaroli, che continua a fare affidamento su strategie di gestione dei rifiuti considerate obsolete. Santelli sottolinea che questa scelta non fa altro che aggravare la situazione ambientale e fiscale nella regione. Parla di un pericolo di maggiore inquinamento, sottolineando che l’ampliamento delle discariche e l’apparente necessità di un termovalorizzatore non sono soluzioni praticabili, ma rappresentano una visione miope e limitativa.
La portavoce, sostenuta dalla voce di Ignazio Marino, vice capogruppo dei Verdi europei, amplia la discussione proponendo un approccio che dovrebbe privilegiare la riduzione dei rifiuti e la promozione di una raccolta differenziata efficiente. La necessità di una tariffazione puntuale e l’uso di impianti innovativi per il riciclo rappresentano, secondo Santelli, le alternative più opportune per una gestione dei rifiuti veramente sostenibile in regione.
Le ragioni di un piano rifiuti più sostenibile
Uno dei punti critici sollevati da Santelli riguarda la sostenibilità economica di un termovalorizzatore nelle Marche, che conta solo 1,5 milioni di abitanti. La portavoce avverte che l’implementazione di un tale impianto comporterebbe l’importazione di rifiuti da altre aree, causando traffico di camion e un aumento dell’inquinamento. Inoltre, si stimano rischi per la salute pubblica, oltre a un innalzamento della tassa sui rifiuti . Le implicazioni economiche e sanitarie di questa scelta sono significative e meritano una seria riflessione da parte della giunta regionale.
Santelli enfatizza che l’Europa sta progressivamente chiudendo gli inceneritori e le discariche, ritenendoli incompatibili con i principi dell’economia circolare. Al contrario, nelle Marche, si osserva una volontà politica di costruire nuovi impianti per la gestione dei rifiuti. Questo contrasto evidenzia una distanza crescente tra le politiche locali e le normative e le pratiche europee.
Le prospettive future della gestione rifiuti in Marche
La segnalazione alla Commissione Europea non è solo una manifestazione di dissenso, ma un tentativo di avviare una discussione su un futuro più ecologico e sostenibile per la gestione dei rifiuti. Europa Verde Marche chiede una revisione complessiva delle politiche attuali con l’obiettivo di creare un sistema che migliori la qualità della vita dei cittadini marchigiani.
Secondo l’organizzazione, è fondamentale che il governo regionale riconsideri le proprie posizioni, abbandonando scelte che sembrano mirare a una gestione dei rifiuti basata su vecchi modelli, incapaci di affrontare le sfide odierne. La riflessione si amplia alla richiesta di un piano concreto, che integri la sostenibilità economica e ambientale, per una regione che si affacci con dignità alle sfide contemporanee nella gestione dei rifiuti.