Piazza Affari in calo dopo l'annuncio dei dazi Usa: i settori più colpiti

Piazza Affari in calo dopo l’annuncio dei dazi Usa: i settori più colpiti

Piazza Affari chiude in forte calo del 3,6% a causa delle nuove tariffe statunitensi, con il settore industriale e bancario particolarmente colpiti. Pochi i settori in crescita.
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Piazza Affari in calo dopo l'annuncio dei dazi Usa: i settori più colpiti - Gaeta.it

Piazza Affari ha vissuto una giornata difficile a seguito dell’annuncio di nuove tariffe statunitensi sulle importazioni da parte del presidente Donald Trump. L’indice Ftse Mib ha subito una flessione significativa, chiudendo a 37.070 punti, pari a una perdita del 3,6%. Gli scambi hanno toccato un picco record di 5,56 miliardi di euro, segnalando un’alta volatilità nel mercato. Intanto, lo spread tra i Btp italiani e i Bund tedeschi è rimasto pressoché invariato, a 112,2 punti, ma ha visto un calo significativo nei rendimenti. Il rendimento annuo dei Btp si è attestato al 3,77%, in diminuzione di 4,3 punti, mentre quello dei Bund ha registrato un calo di 7 punti, arrivando al 2,65%.

Settore industriale a rischio, le maggiori perdite

Il settore industriale ha risentito pesantemente delle nuove tariffe doganali. Tenaris e Saipem, entrambe collegate al settore dell’acciaio, hanno visto i loro titoli crollare, rispettivamente del 9,85% e del 9,2%. Saipem ha subito anche il contraccolpo del calo dei prezzi delle materie prime, con il greggio sceso di oltre il 7% e il gas di quasi il 5%. Un altro gigante, StMicroelectronics, ha registrato una perdita del 8,32%, alimentata dai timori riguardanti potenziali misure statunitensi sui semiconduttori. Anche Prysmian, che produce alluminio in parte negli USA, ha visto un calo del 6,28% e quindi ha scontato gli effetti dell’aumento delle tariffe sulle importazioni. I titoli del lusso, come Cucinelli , Moncler e Ferragamo , sono rimasti sotto pressione a causa dell’incertezza sui mercati e dei cambiamenti normativi.

Il settore bancario in difficoltà

La paura di una recessione ha colpito duramente anche i titoli bancari, con Unicredit e Intesa Sanpaolo che hanno chiuso entrambe con una perdita del 6,96%. La Popolare Sondrio ha riscontrato un calo del 6,94%, seguita da Bper e Banco Bpm . Mps ha chiuso con una flessione più contenuta, registrando un -3,76%. Questi risultati riflettono le incertezze economiche e i timori legati alle eventuali nuove misure commerciali che potrebbero influenzare la stabilità del sistema bancario. L’industria automobilistica non è stata risparmiata: Stellantis ha perso il 8,06% mentre Ferrari, sebbene meno colpita, ha comunque visto scendere il proprio titolo dell’2,99%.

Pochi i settori in positivo

Dalla tempestosa giornata di Piazza Affari, ci sono state poche aree di rialzo. Il settore delle utility è emerso come uno dei pochi in crescita, con Terna in testa con un incremento del 3,73%, raggiungendo nuovi massimi. Italgas ha guadagnato il 3,64%, seguita da A2A , Snam , Enel e Hera . Leonardo ha visto un incremento del 3,32% grazie al voto del Parlamento europeo su una relazione sulla sicurezza e difesa. Anche Inwit , Tim , Amplifon e Diasorin hanno contribuito a sostenere il listino. Tuttavia, il risultato di Eni è stato negativo con un calo del 4,21% a causa della flessione dei prezzi del greggio.

Piazza Affari, quindi, si trova ora a dover affrontare un periodo di incertezze e sfide che potrebbero avere ripercussioni sui prossimi sviluppi del mercato. L’approccio da parte degli investitori e le risposte delle aziende ai cambiamenti normativi suggeriranno indirizzi futuri per il mercato azionario italiano.

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