Il brano ‘Espresso Macchiato‘ di Tommy Cash, scelto per rappresentare l’Estonia all’Eurovision Song Contest, ha sollevato un certo dibattito e preoccupazioni. Alcuni hanno espresso riserve sul contenuto della canzone, in particolare per l’uso di terminologie che potrebbero offendere, ma Eddy Anselmi, esperto del contest, ritiene che non ci siano motivi validi per ritirare o modificare il brano. Le sue dichiarazioni offrono uno sguardo approfondito sugli aspetti in discussione e sul contesto culturale che circonda il brano.
Dubbi sul testo e opinioni degli esperti
La parola “mafioso” presente nel testo di ‘Espresso Macchiato‘ ha fatto sorgere perplessità . In un’intervista con Adnkronos, Eddy Anselmi ha affermato che il brano non appare affatto offensivo. Secondo lui, non si tratta di una denigrazione dell’Italia, piuttosto, riflette un certo stereotipo sull’italiano all’estero. Anselmi ha comparato il linguaggio della canzone con quella che chiama “broccolino“, ossia il dialetto parlato dagli italo-americani di Brooklyn, e ai personaggi tratteggiati nei film con Joe Pesci.
Questo approccio suggestivo fa emergere come possa essere percepito un contesto culturale particolare. “L’utilizzo della lingua, con termini come ‘por favore’ e ‘bella’, non si discosta molto dai cliché presenti nei film“, ha commentato. Queste osservazioni, che si concentrano sul contesto piuttosto che sul linguaggio, dimostrano che Anselmi non vede nell’uso di termini controversi un motivo valido per escludere la canzone.
Precedenti controversi all’Eurovision
La storia dell’Eurovision è costellata di episodi in cui canzoni sono state cambiate o rimosse a causa di insurrezioni politiche o culturali. Anselmi ha messo in evidenza alcuni casi emblematici. Nel 2007, il brano della cantante ucraina Verka Serduchka dovette subire una modifica dopo che la frase “Lasha Tumbai” suscitò l’ira della Russia, che rivendicava una interpretazione politica. L’Ebu, l’ente organizzatore, forzò l’Ucraina a tenere la frase nel titolo, evidenziando come, in determinati contesti, la musica può diventare un campo di battaglia per tensioni geopolitiche.
Anna Genealogy, nel 2015, presentò ‘Don’t Deny‘, che evocava il genocidio armeno e provocò malumori in Turchia. L’ente vendette la canzone, costringendo ad un cambio di titolo in ‘Face the Shadow‘. Un altro episodio significativo avvenne nel 2009 con la Georgia, che si ritirò dal contest dopo che il suo brano ‘We Don’t Wanna Put In‘ fu considerato offensivo nei confronti di Vladimir Putin. Queste storie danno forma a una narrativa complessa attorno all’Eurovision, spesso influenzata da fattori esterni.
Riflessioni sull’immagine dell’Italia nelle canzoni
Eddy Anselmi ha anche posto l’attenzione su altri esempi, come il brano ‘Tutta l’Italia‘ di Gabry Ponte, selezionato per il San Marino Song Contest. Anselmi ha dichiarato di trovare il ritratto dell’Italia presentato nel testo meno gradevole rispetto ad altre opere, ritenendo la rappresentazione un po’ pesante. Se questo brano dovesse vincere, ci sarebbero possibilità di modifiche nei contenuti, dato il riferimento a figure politiche ancora controverse, come Bettino Craxi.
Questo solleva una questione rilevante: quanto le canzoni, e le loro tematiche, possono influenzare l’immagine di un paese all’estero. Attualmente, il panorama musicale, osando riflettere realtà culturali e sociali, si ritrova a dover navigare con attenzione il confine tra l’arte e la responsabilità sociopolitica. Riguardo a questo, è chiaro che l’uso di riferimenti culturali specifici può generare reazioni disparate, a seconda della percezione del pubblico e del contesto in cui vengono presentati.
La scelta di Tommy Cash, quindi, non è solo una questione di musica, ma rappresenta l’interazione complessa e a volte tesa tra cultura popolare e aspettative sociali.