Preoccupazioni a L'Aquila: il progetto di legge sui centri commerciali mette a rischio i piccoli comuni

Preoccupazioni a L’Aquila: il progetto di legge sui centri commerciali mette a rischio i piccoli comuni

L’Unione Nazionale dei Comuni dell’Abruzzo critica un progetto di legge che potrebbe danneggiare i piccoli comuni, favorendo la grande distribuzione e aggravando la desertificazione commerciale nelle aree interne.
Preoccupazioni a L27Aquila3A il Preoccupazioni a L27Aquila3A il
Preoccupazioni a L'Aquila: il progetto di legge sui centri commerciali mette a rischio i piccoli comuni - Gaeta.it

L’Unione Nazionale dei Comuni e delle Comunità Montane Abruzzo ha espresso forti riserve riguardo al progetto di legge che attualmente è sotto esame nella Regione. Secondo l’ente, la norma potrebbe avere un impatto negativo significativo per i comuni di piccole dimensioni. Si tratta di un tema che si intreccia con la questione della sostenibilità economica e sociale delle aree interne, già vulnerabili e colpite da un’orrenda desertificazione commerciale.

L’impatto dei centri commerciali nelle aree industriali

Il progetto di legge analizzato dalla Regione prevede la possibilità di aprire centri commerciali nelle aree industriali, un’operazione che, secondo Uncem, favorirebbe la grande distribuzione a discapito dei negozi di prossimità. Lorenzo Berardinetti, presidente di Uncem Abruzzo, non ha mancato di sottolineare i rischi insiti in questa legislazione. Rischiare di vedere chiudere attività storiche nei comuni con meno di 15.000 abitanti equivale, per lui, a minare alla base il tessuto economico e sociale di queste comunità.

L’opinione di Berardinetti sottolinea la necessità di mantenere vivi i punti vendita tradizionali, che non sono solo fonti di reddito, ma veri e propri centri di aggregazione sociale. È essenziale che i cittadini non vengano lasciati senza opportunità di acquisto a livello locale, misurandosi con un’amara solitudine. La legge, così com’è concepita, rischierebbe di mettere in difficoltà quelle attività che svolgono un ruolo fondamentale per la vita quotidiana dei cittadini, in particolare negli angoli più remoti della regione.

La desertificazione commerciale in cifre

Secondo i dati forniti da Confesercenti nel giugno 2024, la situazione dell’occupazione nel commercio nei piccoli comuni è allarmante. Sono state registrate più di 198mila imprese, ma il dato è in forte calo rispetto agli anni passati. Negli ultimi dieci anni, dal 2014 a oggi, si sono perse oltre 23mila attività commerciali, con una diminuzione del 10,6%. I comuni sotto i 5.000 abitanti hanno vissuto la peggior sorte, con un crollo dei negozi che raggiunge quasi il 14%.

L’analisi pone enfasi su come il calo sia dipeso da fattori economici complessi, incluse le crisi sanitarie ed i repentini aumenti dei costi energetici. Negli ultimi cinque anni, più di 16.500 attività hanno chiuso, incidendo per oltre due terzi sulle perdite totali registrate nell’ultimo decennio. Le categorie maggiormente colpite includono edicole e rivendite di quotidiani, minimarket, macellerie e panetterie, necessarie per le comunità montane. Questo scenario preoccupante potrebbe subire un’ulteriore accelerazione se il progetto di legge sarà approvato.

La risposta delle associazioni locali

Uncem Abruzzo ha chiesto alla Regione di aprire un dialogo immediato per affrontare le difficoltà sollevate dalla norma. Berardinetti ha evidenziato la necessità di misure che possano effettivamente sostenere il commercio locale. Ha auspicato l’elaborazione di una normativa parallela che promuova la nascita di nuove attività nei comuni con meno di 5.000 abitanti. Secondo la sua prospettiva, è vitale trasformare in opportunità le sfide che i piccoli comuni affrontano quotidianamente.

L’associazione ha messo in evidenza che le botteghe rappresentano non solo attività economiche, ma anche presidi sociali, offrendo servizi e creando legami all’interno delle comunità. Preservare questi spazi è quindi di cruciale importanza. La proposta di Berardinetti è chiara: la Regione deve ascoltare le esigenze del territorio e rivedere questa legislazione prima che sia troppo tardi. La vita economica e sociale dei piccoli comuni abruzzesi è in gioco, e le prossime decisioni della giunta regionale saranno fondamentali per il loro futuro.

Change privacy settings
×