Presentato a Roma il libro su Carlo Acutis: legami con Francesco d’Assisi

Presentato a Roma il libro su Carlo Acutis: legami con Francesco d’Assisi

Oggi a Roma, il vescovo Domenico Sorrentino presenta il libro su Carlo Acutis, giovane beato che ha ispirato molti con la sua vita di fede e il legame con San Francesco.
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Presentato a Roma il libro su Carlo Acutis: legami con Francesco d’Assisi - Gaeta.it

La giornata di oggi ha visto protagonisti la spiritualità e la figura di Carlo Acutis, un giovane beato che ha toccato il cuore di molti, tramite la presentazione del libro “Carlo Acutis sulle orme di Francesco e Chiara d’Assisi. Originali non fotocopie“. L’opera, scritta dal vescovo di Assisi, Domenico Sorrentino, esplora i legami tra Acutis e San Francesco, sottolineando come il giovane non solo si ispiri alla figura del Poverello, ma segua un cammino di santità tutto suo. L’evento, tenutosi nella storica Antica Biblioteca dell’Università degli Studi Link a Roma, arriva a poche settimane dalla canonizzazione di Acutis, programmata per il 27 aprile.

Il legame tra Carlo Acutis e Francesco d’Assisi

Monsignor Domenico Sorrentino ha descritto Acutis come un ragazzo che ha scelto di seguire le orme di Francesco, pur non conformandosi a una visione tradizionale del francescanesimo. “Carlo si è ispirato a Francesco, ma ha optato per un modello di santità tutto suo”, afferma il vescovo, evidenziando come il giovane, morto a soli quindici anni a causa di una leucemia, abbia saputo lasciare un’impronta significativa per le nuove generazioni. Sorrentino ha anche richiamato l’attenzione su come questo legame tra i due possa sembrare paradossale: Acutis proveniva da una famiglia benestante e non ha vissuto una spogliazione radicale e immediata come quella di Francesco, che si è spogliato dei suoi beni materiali per seguire Cristo.

La narrazione di Sorrentino chiarisce che la spogliazione di Acutis avvenne in un altro contesto. Nonostante la sua vita agiata, il giovane ha affrontato la morte con una consapevolezza profonda. La sua scomparsa prematura, avvenuta a soli quindici anni, rappresenta un momento cruciale in cui Acutis ha risposto alla chiamata divina di spogliarsi delle sue preoccupazioni terrene. Il vescovo descrive il triste evento come un “momento eccezionale” in cui il Signore gli ha chiesto di accettare la propria mortalità.

Un video premonitore e il messaggio di speranza

Un aspetto che ha colpito monsignor Sorrentino è il video trovato dalla madre di Carlo nel suo computer, in cui il giovane sembra prefigurare la propria morte. In questo videoclip, registrato soli due mesi prima della sua scomparsa, Acutis afferma con serenità di essere “destinato a morire”, accompagnando le parole con un sorriso radioso, come se già avesse accolto l’idea di “Sorella Morte”. Questo gesto, secondo il vescovo, mostra la straordinaria attitudine del giovane verso la vita e la morte. “È come se avesse voluto applaudire alla Morte, accettandola come parte della sua esistenza”, spiega Sorrentino, facendo un parallelo con Francesco.

L’immagine di un giovane che abbraccia la morte con un sorriso rassicura molti e rappresenta un messaggio di speranza. Il legame tra la vita di Carlo, la sua amicizia con Cristo e l’eredità di Francesco d’Assisi continua a richiamare l’attenzione dei fedeli, creando un’interconnessione tra passato e presente. La sua vita, sebbene breve, è una testimonianza di quanto possa essere profondo il rapporto umano con il divino e come questo possa influenzare anche le generazioni future.

Carlo Acutis: figura ispiratrice per i giovani

Monsignor Sorrentino sottolinea l’importanza della figura di Acutis, che in un mondo frenetico e spesso confuso riesce a rappresentare un faro di speranza. “Carlo sta scuotendo coscienze ed anime”, afferma con convinzione. Secondo il vescovo, il giovane beato ha saputo attrarre un numero crescente di pellegrini nel Santuario dedicato alla sua memoria ad Assisi, dove si registra un afflusso senza precedenti nel suo lungo ministero episcopale. Questo fenomeno è sorprendente e riflette il potere del messaggio che Acutis trasmette: incoraggiare i giovani di tutto il mondo a vivere con fede, speranza e coraggio.

La figura di Carlo non è solo emblematica di un’epoca, ma sorprendentemente attuale, capace di ispirare anche chi vive in un contesto radicalmente diverso da quello di 800 anni fa di Francesco. Il vescovo Sorrentino non manca di evidenziare come, grazie all’influenza di Acutis e al suo legame con Gesù e Francesco, molte persone possano trovare un senso di comunità e di scopo. “Con questo ‘speciale team’ composto da Gesù, Carlo, Francesco e Chiara, possiamo continuare a sperare”, conclude, lasciando intravedere l’importanza di queste figure per il futuro della fede cristiana.

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