Proposta di suicidio assistito nelle Marche: attivismo in atto e raccolta firme a Pesaro

Proposta di suicidio assistito nelle Marche: attivismo in atto e raccolta firme a Pesaro

Ruggero Fabri, segretario della cellula Coscioni di Pesaro-Urbino, avvia una raccolta firme per discutere una proposta di legge sul suicidio assistito nel consiglio regionale delle Marche.
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Proposta di suicidio assistito nelle Marche: attivismo in atto e raccolta firme a Pesaro - Gaeta.it

Ruggero Fabri, segretario della cellula Coscioni di Pesaro-Urbino, esprime la necessità di discutere una proposta di legge sul suicidio assistito già presentata nel consiglio regionale delle Marche. L’iniziativa, avviata con un banchetto informativo in via Branca a Pesaro, mira a raccogliere firme fino a domenica per incentivare la discussione legislativa su un tema estremamente delicato.

Attività di raccolta firme a Pesaro

Il banchetto a Pesaro rappresenta il primo passo concreto per promuovere la legge sul suicidio assistito nella regione. Fabri sottolinea che, sebbene il Partito Democratico, con Maurizio Mangialardi primo firmatario, abbia presentato la proposta, sono stati coinvolti anche rappresentanti di altri partiti, come Giovanni Dallasta di Forza Italia e Giorgio Cancellieri della Lega. Questo ampio consenso suggerisce un interesse trasversale nella questione, coinvolgendo anche il presidente della regione, Francesco Acquaroli.

L’obiettivo della raccolta firme è sostenere l’urgenza di discutere una normativa che già esiste ma che, per vari motivi, non è stata ancora messa in atto. Secondo Fabri, la mancanza di una legiferazione specifica mette a rischio la dignità e il rispetto delle persone che desiderano ricorrere al suicidio assistito. L’appello riguarda in particolare la necessità di una risposta ufficiale da parte del servizio sanitario regionale, che dovrebbe garantire tempistiche certe.

Riferimenti normativi e attesa dei cittadini

Fabri evidenzia come la Corte Costituzionale italiana si sia già espressa in merito, delineando alcuni punti fondamentali che dovrebbero essere rispettati nel processo di richiesta di suicidio assistito. Tuttavia, senza una legislazione regionale, le domande dei cittadini rimangono inevase, generando ansia e frustrazione. “Nelle Marche, i pochi casi di richiesta di suicidio assistito hanno atteso mesi o addirittura anni, per poi non ricevere alcuna risposta,” afferma con preoccupazione Fabri.

Questa situazione porta a considerare che, nel contesto italiano, solo undici regioni hanno fornito dati sui casi di suicidio assistito. Attualmente, sono stati registrati 51 casi di cittadini in attesa di una risposta, evidenziando l’urgenza di un cambiamento legislativo in materia.

Testamento biologico e informazione al pubblico

In occasione del banchetto, l’associazione Coscioni ha deciso di fornire anche informazioni sul testamento biologico. Un fac simile del documento è reso disponibile ai partecipanti, per permettere di esprimere in modo ufficiale le proprie volontà in merito ai trattamenti sanitari futuri. “Pesaro è fra le città in cui sono stati distribuiti più testamenti biologici,” sottolinea il rappresentante dell’associazione.

Una volta completato, il testamento biologico deve essere presentato all’ufficio stato civile del comune, per garantire che venga considerato in caso di necessità. Fabri ha inoltre fornito informazioni di contatto per il servizio comunale, che è lo 0721387299, e per ulteriori dettagli sull’argomento, l’associazione ha reso disponibile il numero 06 99313409. Questo tipo di iniziative sottolinea l’importanza di informare la popolazione sulle opzioni disponibili e sulla possibilità di esplicitare le proprie volontà.

La questione del suicidio assistito continua a essere un tema di dibattito acceso e di alto rilievo etico e sociale, con appuntamenti come quello di Pesaro che amplificano la necessità di confrontarsi e legiferare su tali tematiche sensibili.

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