Il prossimo 4 aprile 2025, il settore scolastico italiano si preparara a una giornata di mobilitazione che coinvolgerà insegnanti, personale ATA e studenti. La protesta, organizzata dal sindacato USB Scuola, si oppone a misure considerate dannose per l’istruzione pubblica, inclusi i recenti sviluppi politici e legislativi che secondo i manifestanti minacciano l’integrità del sistema educativo.
Sciopero del 4 aprile: motivazioni e obiettivi
In vista del giorno dello sciopero, il sindacato USB ha dichiarato che la contestazione riguarderà il rinnovo contrattuale che, a loro avviso, porterebbe a un depauperamento dei diritti e delle condizioni lavorative di docenti e personale ATA. Le lamentele non provengono solamente dal mondo del lavoro, ma anche dagli studenti che scenderanno in piazza per manifestare il proprio dissenso. Le ragioni della protesta includono il rifiuto di quello che viene definito un “contratto reazionario”, le spese per armamenti e le nuove linee guida per l’istruzione.
La protesta si estende a numerose questioni, come la chiamata diretta degli insegnanti di sostegno da parte delle famiglie. Secondo i sindacalisti, questa misura non solo compromette l’imparzialità del sistema educativo, ma crea anche disparità di trattamento tra gli studenti. Al contempo, USB chiede di fermare gli investimenti in armi, ritenuti una distrazione dalle necessità di finanziamento dell’istruzione e del settore pubblico.
La voce degli studenti: un appello per l’unità
In questo clima di tensione, gli studenti italiani si sono mobilitati lanciando un “allerta rosso” contro le politiche del Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, e contro le posizioni assunte dall’Unione Europea. Il sindacato USB ha accolto l’invito degli studenti a unirsi in un’unica causa, sottolineando l’importanza di combattere insieme per una scuola migliore. Secondo le affermazioni dei rappresentanti degli studenti, solo costituendo un fronte unitario si potrà cominciare a contrastare un sistema che appare sempre più insoddisfacente.
Dettagli sulla mobilitazione: quando e dove si svolgeranno le proteste
Le manifestazioni inizieranno alle ore 9.00 in diverse città italiane. A Roma, i partecipanti si ritroveranno al MUR, per poi spostarsi al MIUR. Torino ospiterà il raduno alle ore 9.30 in Piazza 18 Dicembre, mentre Milano vedrà la presenza di manifestanti presso l’USR alle 9.30 e davanti alla Prefettura alle 11. Altre città come Genova, Bari e Palermo hanno programmato celebrazioni simili, mettendo in evidenza un sentimento di unità e determinazione tra i partecipanti.
Ecco un elenco delle principali località in cui si svolgeranno le manifestazioni:
- Roma: ore 9.00 MUR, ore 10.00 MIUR
- Torino: ore 9.30 Piazza 18 Dicembre
- Milano: ore 9.30 USR, ore 11 Prefettura
- Genova: ore 9.00 Piazza De Ferrari
- Spezia: ore 9.00 piazza Brini
- Bari: ore 9.00 piazza Verdi
- Rimini: ore 9.00 piazzale del Popolo
- Imola: ore 9.00 Prato della Rocca
- Ravenna: ore 7.30 piazza San Francesco
Il sindacato sta quindi cercando di accrescere la consapevolezza intorno alle richieste di stabilizzazione dei precari e dell’assunzione immediata di vincitori e idonei dei concorsi già espletati. Sono richiesti sforzi significativi anche nella lotta per il diritto di studenti e lavoratori a un ambiente educativo dignitoso e ben finanziato.
Le richieste su assunzioni e finanziamenti
Il sindacato USB ha delineato chiaramente che l’obiettivo centrale di questa mobilitazione verte sulla stabilizzazione del personale precario, in particolar modo dei docenti di sostegno. La situazione precaria, che affligge molti insegnanti, non solo ne compromette la formazione professionale, ma mette anche a rischio il futuro degli studenti.
USB ha criticato anche la tendenza attuale della politica italiana, che ha reso la scuola meno accessibile e più soggetta a disparità. L’associazione ha richiesto un incremento significativo, di almeno dieci miliardi di euro, degli investimenti nel settore educativo, sottolineando che tali risorse servirebbero a garantire un più equo trattamento per tutti gli studenti.
Con un occhio rivolto al futuro, gli insegnanti e gli studenti chiedono un cambiamento significativo delle attuali politiche, invitando tutte le parti coinvolte a riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni per garantire un’istruzione pubblica di qualità, accessibile e inclusiva.