Recuperati a Bolzano reperti ceramici villanoviani ed etruschi nel corso di indagini culturali

Recuperati a Bolzano reperti ceramici villanoviani ed etruschi nel corso di indagini culturali

Il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Venezia restituisce otto reperti ceramici antichi alla Soprintendenza di Bolzano, evidenziando l’importanza della salvaguardia del patrimonio culturale italiano.
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Recuperati a Bolzano reperti ceramici villanoviani ed etruschi nel corso di indagini culturali - Gaeta.it

Il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Venezia ha recentemente restiuito alla Soprintendenza provinciale ai beni culturali di Bolzano un importante lotto di otto reperti ceramici risalenti a epoche antiche, precisamente al periodo villanoviano ed etrusco. Basandosi sulle informazioni disponibili, i reperti sono stati ritrovati in una soffitta di un immobile bolzanino, parte di un asse ereditario, e presentano una datazione compresa tra l’XI e il VI secolo a.C.

I reperti e la loro importanza storica

Tra i reperti consegnati si distingue un vaso biconico realizzato in bucchero grigio-bruno, caratterizzato da un orlo estroflesso e da incisioni geometriche tipiche del periodo villanoviano. Questo vaso risale al X secolo a.C. ed è un chiaro esempio della maestria artigianale dell’epoca. Un altro pezzo di rilievo è un calice in bucchero nero prodotto dai Vulci, datato al VI secolo a.C. Questo tipo di ceramica è conosciuto per la sua sofisticata lavorazione e per i dettagli decorativi. Infine, si segnala un’oinochoe trilobata in bucchero a impasto grigio, decorata con incisioni puntinate semicircolari e a raggiera, risalente all’VIII secolo a.C. Questi beni offrono uno spaccato significativo sulle usanze e sulle capacità artistiche delle civiltà che abitavano l’Italia antica.

L’intervento delle autorità e il sequestro

Le indagini sono iniziate nel marzo del 2024 grazie alle segnalazioni del Nucleo TPC di Venezia, attivo nella salvaguardia del patrimonio culturale. Il sequestro dei reperti è avvenuto a causa dell’assenza di un titolo di proprietà valido da parte del proprietario dell’immobile in cui sono stati ritrovati. Quest’ultimo aveva, infatti, denunciato il ritrovamento dei beni, che probabilmente provengono da scavi clandestini effettuati negli anni ’80 nell’area laziale. Gli attuali proprietari non erano a conoscenza della provenienza illecita dei reperti, i quali erano stati in seguito abbandonati nella soffitta di Bolzano.

La conclusione delle indagini e il destino dei reperti

Dopo un attento svolgimento delle indagini, nel gennaio del 2025, la Procura di Bolzano ha disposto il dissequestro dei beni. Questi reperti sono stati destinati al demanio culturale e, quindi, consegnati alla Soprintendenza di Bolzano per una corretta valorizzazione e conservazione. Questo intervento segna una vittoria per la tutela del patrimonio culturale italiano, evidenziando l’importanza della collaborazione tra le forze dell’ordine e le istituzioni competenti.

Riproduzioni moderne e scoperte recenti

Oltre ai reperti antichi, durante le indagini sono state individuate anche quattro riproduzioni moderne di reperti archeologici, compresa un’imitazione di un’olpe etrusco-corinzia della seconda metà del VII secolo a.C. Queste riproduzioni sollevano interrogativi sulla diffusione e sulla commercializzazione di artefatti ispirati al patrimonio culturale, questioni che necessitano di ulteriori approfondimenti per garantire la salvaguardia della storia e delle tradizioni.

L’operazione, che ha condotto al recupero di reperti di grande valore culturale, si dimostra un efficace esempio dell’azione di tutela del patrimonio artistico in Italia.

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