Bisceglie, una città che affonda le sue radici nella storia pugliese, ha recentemente accolto il ritorno di un importante pezzo del proprio patrimonio culturale. Si tratta di uno stemma araldico in marmo, rubato circa cinquanta anni fa, il cui recupero è stato possibile grazie alle indagini condotte dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bari. Le indagini si sono estese attraverso varie regioni italiane, portando alla luce dettagli su come questo importante oggetto sia passato dalla Puglia alla Toscana, prima di arrivare in un negozio di antiquariato in Trentino.
Un ritrovamento segnalato online
La vicenda ha inizio sulle piattaforme di vendita online, dove i carabinieri hanno scoperto un annuncio riguardante lo stemma in marmo bianco. L’annuncio riportava che l’oggetto era attribuito a una famiglia nobiliare fiorentina del Settecento, un’affermazione supportata dalla presenza di gigli, simboli nobiliari di quella epoca. Secondo i rapporti degli investigatori, lo stemma sarebbe stato portato nel Fiorentino da un farmacista locale che aveva cercato di nasconderne l’origine pugliese. Ulteriori verifiche hanno rivelato che, da fine anni Settanta, lo stemma era in possesso di una famiglia fiorentina, segnalando come l’oggetto fosse stato per lungo tempo lontano dalla sua casa originale.
L’immagine dello stemma, pubblicata sul portale di e-commerce, corrispondeva esattamente a una fotografia fornita da un esperto biscegliese che aveva documentato il furto. Questo elemento ha fornito agli inquirenti una chiave importante per ricostruire la storia dell’oggetto e il suo percorso.
L’analisi dei beni culturali
Grazie a un’attenta analisi degli archivi della banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dai carabinieri, è emersa la verità sull’origine dello stemma. Gli investigatori hanno confermato che l’oggetto in vendita proveniva dall’antico palazzo di via Perotti a Bisceglie. Il rintraccio ha portato a un antiquario della provincia di Trento, il quale ha dichiarato di aver acquistato lecitamente lo stemma da una casa d’asta fiorentina. In questo caso, non sono stati riscontrati reati né a carico dell’antiquario né della casa d’asta, per cui la questione legale sembra risolta.
Il ritorno dello stemma a Bisceglie
La Procura di Trani ha disposto la confisca dello stemma e la successiva assegnazione al bene storico-artistico alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia. Quest’ultimo ente ha autorizzato il trasferimento dello stemma presso il Museo Diocesano di Bisceglie, dove potrà finalmente essere esposto e apprezzato dalla comunità . Questo evento sottolinea l’importanza della protezione del patrimonio culturale e la lotta contro il traffico illecito di beni storici.
Il recupero di questo stemma araldico non è solo un successo per le forze dell’ordine, ma anche un passo significativo per la città di Bisceglie, dove la storia e la cultura continuano a essere celebrate e tutelate.