La tragedia di Khojaly, avvenuta nel 1992 durante la Guerra del Karabakh, è stata ricordata a Roma dal 23 al 24 febbraio 2025, con eventi che hanno messo in luce un capitolo doloroso della storia. La commemorazione ha avuto come obiettivo principale quello di mantenere vivo il ricordo delle 613 vittime, compresi bambini e anziani, uccisi in una sola notte. Gli eventi hanno cercato di sottolineare l’importanza della memoria storica e della giustizia, affinché simili atrocità non si ripetano mai più.
Un concerto per la memoria
Il primo evento, svoltosi il 23 febbraio nella Basilica di Sant’Agnese fuori le mura, ha visto il concerto intitolato “Khojaly: Ritorno alla Vita“. Questa suggestiva cornice ha accolto artisti che hanno saputo rendere omaggio alle vittime attraverso la musica. La scelta di un concerto come forma di commemorazione non è casuale; la musica ha il potere di unire le persone, evocando emozioni profonde e di riflessione su eventi drammatici del passato. La Basilica, con la sua bellezza e la sua storia millenaria, ha offerto un luogo adatto per onorare le vittime e per sensibilizzare il pubblico su un tema tanto delicato quanto necessario.
L’evento ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti della comunità azerbaigiana in Italia e di cittadini italiani, raccogliendo un ampio consenso. Questo progetto musicale ha avuto come scopo quello di far sentire la voce di chi non è più tra noi e di far riflettere sulle conseguenze delle guerre e delle violenze che colpiscono le popolazioni innocenti. La scelta di Roma, una delle capitali europee, ha voluto sottolineare l’importanza di costruire ponti di dialogo e comprensione tra diverse culture.
Un incontro di riflessione e giustizia
Il giorno seguente, il 24 febbraio, la conferenza “Khojaly 33 anni dopo. Nel tempo del ritorno, giustizia per la riconciliazione” si è tenuta nella Sala Stampa della Camera dei Deputati. Questa iniziativa è stata promossa dall’On. Naike Gruppioni e ha visto la presenza dell’Ambasciatore della Repubblica dell’Azerbaigian in Italia, Rashad Aslanov. Durante l’incontro, Aslanov ha evidenziato che le atrocità commesse a Khojaly rappresentano crimini di guerra e crimini contro l’umanità . Le sue parole hanno messo in evidenza la necessità di una giustizia per le vittime e di un impegno a non dimenticare mai quanto avvenuto in quella notte tragica.
Il relatore ha sottolineato come, dopo 33 anni, alcuni dei responsabili di quelle atrocità siano stati portati davanti alla giustizia nell’Azerbaigian. Ha espresso la convinzione che affrontare il passato sia fondamentale per favorire la riconciliazione tra i popoli e la costruzione di una pace duratura nella regione. Questa presa di coscienza è vista come un passo imprescindibile per le future generazioni, affinché non dimentichino la storia e non commettano gli stessi errori.
Moderato dal Prof. Antonio Stango, Presidente della Federazione Italiana Diritti Umani, l’incontro ha visto anche la partecipazione di diversi esperti e politici, tra cui il Sen. Giuliomaria Terzi di Sant’Agata e il Sen. Marco Scurria, che hanno parlato dell’importanza di mantenere alta l’attenzione su tematiche di giustizia e identità nazionale.
La partecipazione e il supporto alla causa
La commemorazione a Roma è diventata un punto di riferimento significativo non solo per la comunità azerbaigiana, ma anche per molti italiani sensibili ai temi dei diritti umani e della giustizia. La partecipazione di rappresentanti delle istituzioni e di esperti del settore ha contribuito a dare ulteriore valore agli eventi. Ogni intervento ha fornito una prospettiva unica sull’importanza di ricordare le vittime e di impegnarsi attivamente per costruire un futuro migliore.
Ciò che è accaduto a Khojaly non deve essere dimenticato; il ricordo delle vittime, della loro vita e delle loro speranze è essenziale per non ripetere gli errori del passato. Le discussioni e le riflessioni sorte durante questi eventi hanno aperto la strada a un dialogo più ampio sulle responsabilità di ogni guerra e sul ruolo che ciascuno di noi ha nella costruzione di una società più giusta e pacifica.