Il 26 febbraio 2025 segna un episodio tragico nella storia italiana, ricorre l’ottantesimo anniversario della fucilazione di Dante Di Lorito, noto anche come Silvano, avvenuta per mano del plotone d’esecuzione della Brigata Nera di Pinerolo. Oggi, in un evento commemorativo toccante, l’ANPI Val Pescara e il sindaco di Cepagatti si sono riuniti per onorare la memoria di questo partigiano presso la sua casa natale, situata in Contrada Cantò. Un momento solenne che rievoca il sacrificio di Di Lorito, ma anche il valore della Resistenza.
Il percorso di Dante Di Lorito
Dante Di Lorito nacque a Cepagatti, un comune dell’Abruzzo, e intraprese la carriera nelle forze dell’ordine come carabiniere. Durante la Seconda Guerra Mondiale, si unì alla 4° Brigata della Prima Divisione Partigiana Garibaldi, operando nel Piemonte. Di Lorito, animato da ideali di libertà e giustizia, divenne un simbolo della lotta contro il fascismo, combattendo contro le forze repubblichine. A Barge, nel 1945, subì la sorte tragica di molti partigiani; fu catturato in un’azione volta a stroncare i gruppi resistenziali ancora attivi nella Valle Infernotto, dove si concentravano i pochi garibaldini rimasti.
Il giorno della sua cattura, insieme a lui furono arrestati altri partigiani. Il loro eccidio avvenne presso la rotatoria in località Crocera. I nomi delle vittime, tra cui Pietro Dana Borga, Bartolomeo Bessone, Carlo Muracca e Giovanni Spadafora, richiamano alla mente le atrocità della guerra e la determinazione di giovani uomini che lottavano per un futuro di pace e libertà. La brutalità del momento è un richiamo all’importanza di ricordarne il sacrificio.
La cerimonia commemorativa
L’evento di oggi ha visto la partecipazione delle autorità locali, tra cui il sindaco di Cepagatti, Gino Cantò, e il presidente della Sezione ANPI Val Pescara, Walter Rapattoni. La cerimonia ha avuto luogo di fronte alla casa natale di Di Lorito, un luogo carico di significato e affetto per la comunità, dove amici e familiari si sono uniti per commemorare la vita di un eroe. Presenti anche i familiari di Di Lorito, Dino Evangelista e Mirella Di Lorito, accompagnati dalle sue figlie, hanno espresso la loro gratitudine per il sostegno ricevuto e il desiderio di mantenere viva la memoria di Dante.
Dopo la cerimonia, i partecipanti hanno compiuto un gesto simbolico: un mazzo di fiori è stato deposto sulla tomba che ricorda il carabiniere partigiano, un atto di rispetto e riconoscimento che sottolinea la continuità del ricordo. Questo atto ha rappresentato un momento di riflessione per tutti, sottolineando i valori della Resistenza e l’importanza di imparare dalla storia.
L’eredità di Dante Di Lorito
Il sacrificio di Dante Di Lorito non è solo parte del passato, ma un monito per le future generazioni. La sua storia rappresenta la lotta contro l’oppressione e per la libertà, occasioni di introspezione e discussione sui diritti civili. Oggi, ricordare figure come Di Lorito significa riflettere su quanto sia fondamentale preservare e difendere la democrazia. L’impegno di Associazioni come l’ANPI è mirato a mantenere vivo il ricordo di questi eventi storici, offrendo un’importante occasione di educazione civica e di formazione di una coscienza collettiva attenta ai valori fondamentali della libertà e della giustizia.
La commemorazione di oggi è stata un forte richiamo alla memoria storica, ma anche uno spazio di dialogo e riflessione sul significato della Resistenza. Attraverso il ricordo di Dante Di Lorito, la comunità continua a promuovere i valori di unità e giustizia, affinché simili tragedie non si ripetano mai più.