Le speranze di ricevere i risarcimenti per le vittime del massacro di Pietransieri, avvenuto nel 1943, continuano a rimanere in sospeso. Nonostante una sentenza favorevole, la Repubblica Federale Tedesca non ha ancora ricevuto la notifica ufficiale, rendendo incerta la tempistica per l’erogazione degli indennizzi ai familiari delle 128 persone uccise. Questo episodio, che segna una tragica pagina della storia italiana, ha lasciato un segno profondo non solo nella memoria collettiva, ma anche nel tessuto sociale della comunità di Roccaraso.
La trama del massacro e le vittime innocenti
Il 21 novembre 1943, nella frazione di Pietransieri, un gruppo di soldati tedeschi perpetrò un crimine atroce, giustificato dalla convinzione che i civili sostenessero i partigiani. Tra le vittime ci furono 60 donne, 34 bambini sotto i dieci anni e numerosi anziani, tutte persone inermi che non rappresentavano alcuna minaccia. Questo eccidio, ancora oggi motivo di dolore e indignazione, è emblematico di come la guerra possa colpire i più vulnerabili.
Il percorso legale e la sentenza esecutiva
L’avvocato Lucio Oliveri, uno dei legali coinvolti, ha spiegato che sebbene la sentenza che stabilisce l’ammontare dei risarcimenti sia di fatto esecutiva, la mancanza di una notifica ufficiale alla Germania ritarda il processo di accesso ai fondi. Ciò significa che gli aventi diritto, cioè i familiari delle vittime, attendono notizie dal governo tedesco, affinché il Ministero competente comunichi la ricezione dell’atto. Al momento, i risarcimenti previsti ammontano a 15 milioni di euro, ma riguardano esclusivamente il comune di Roccaraso e parte delle famiglie delle vittime.
L’iter giuridico e la questione dei “morti di serie B”
Alla luce di recenti sviluppi, 91 cittadini stanno dando vita a un nuovo fronte legale. Questi richiedono giustizia per coloro che considerano “morti di serie B”, ovvero esclusi dagli elenchi ufficiali delle vittime, ritenendo che altri familiari non abbiano ricevuto il giusto riconoscimento. Gli avvocati Aldo Di Ianni e Cristian Ricci stanno seguendo questi nuovi ricorsi, aggiungendo un ulteriore livello alla già complessa questione giudiziaria.
La memoria viva tra i superstiti
Tra le poche sopravvissute a quell’orrendo evento c’è Virgilia Macerelli, attualmente 87enne, che continua a portare il peso della memoria di quel giorno. La sua esperienza rappresenta un legame con il passato e una testimonianza di ciò che accadde. La storia di Pietransieri, quindi, non deve essere dimenticata, né deve svanire nel silenzio della storia. La sua vita e quella degli altri sopravvissuti sono un monito di quanto possa essere devastante il conflitto per civili innocenti.
La situazione attuale, quindi, porta a una riflessione profonda sulla giustizia e sulla memoria storica, elementi essenziali per garantire che simili atrocità non si ripetano mai più. La comunità di Roccaraso, pur nella grande sofferenza, continua a cercare un riscatto.