La gestione dei rischi ambientali nei Campi Flegrei, un’area caratterizzata da intensa attività vulcanica e sismica, rientra nella responsabilità della Protezione civile. Recentemente, il capo dipartimento, Fabio Ciciliano, ha presentato le misure in essere durante un’audizione presso la Commissione Ambiente della Camera. In questo contesto, il tema dell’evacuazione delle popolazioni locali è emerso come cruciale, in particolare in relazione ai rischi prevedibili e imprevedibili.
Il rischio sismico e le limitazioni all’evacuazione
Ciciliano ha chiarito che l’evacuazione è una misura che può essere presa solo in caso di eventi potenzialmente prevedibili, come ad esempio quelli legati al rischio vulcanico. Diversamente, per il rischio sismico e bradisismico, la situazione è ben più complessa. In questi casi, la mancanza di strumenti precisi per prevedere le scosse rende impossibile pianificare l’evacuazione di migliaia di persone. La protezione delle comunità deve quindi basarsi su altre strategie, considerando le difficoltà intrinseche a questo tipo di eventi.
Questa posizione sottolinea anche la necessità di preparare la popolazione a fronteggiare situazioni di emergenza, informandola sui comportamenti da adottare in caso di sismi improvvisi. Sono prioritari i piani di protezione civile a livello locale, che devono riflettere l’incertezza del contesto sismico e formulare strategie di contenimento senza ricorrere esclusivamente all’evacuazione.
Misure emergenziali e stato di vulnerabilità
Un altro aspetto trattato da Ciciliano riguarda le misure di evacuazione temporanea. Il piano per il bradisismo prevede, in particolari circostanze, l’allontanamento temporaneo delle abitazioni dove i sottoservizi rischiano di danneggiarsi a causa del sollevamento del terreno. Questo include strutture come le fognature, le tubazioni dell’acqua e altri impianti essenziali per la vita quotidiana. Se tali servizi venissero compromessi, la vita all’interno degli edifici interessati non sarebbe più sostenibile. È quindi fondamentale garantire la sicurezza delle persone attraverso un monitoraggio costante e un intervento tempestivo nel caso di situazioni di emergenza.
In questo contesto, è stato riportato che attualmente sono 970 le richieste di sopralluogo per valutare lo stato di vulnerabilità in diverse località. Di queste, 489 provengono da residenti a Pozzuoli, 431 da cittadini di alcuni quartieri di Napoli colpiti da una scossa nel mese di marzo e 50 da cittadini di Bacoli. Questi dati evidenziano l’importanza di una rapida risposta ai segnali di allerta da parte delle autorità, al fine di analizzare e intervenire sugli edifici a rischio.
Collaborazione tra istituzioni locali e Protezione civile
La situazione ai Campi Flegrei richiede una continua interazione tra la Protezione civile e le autorità locali. È essenziale che le amministrazioni comunali collaborino attivamente con il dipartimento, per implementare piani di emergenza che siano non solo reattivi ma anche proattivi. Le comunità devono essere coinvolte durante il processo di pianificazione, affinché comprendano le potenziali minacce e le soluzioni adottabili.
Anche le campagne di informazione sono fondamentali, dunque la Protezione civile deve sviluppare progetti di sensibilizzazione per educare le persone a riconoscere i segnali di allerta e a conoscere le procedure da seguire durante una crisi. Solo attraverso una strategia collettiva e ben strutturata si possono garantire livelli adeguati di sicurezza per gli abitanti delle zone a rischio, preparandoli a fronteggiare eventuali emergenze in modo consapevole e organizzato.
Un approccio integrato tra vari enti e la popolazione si rivela cruciale per gestire le sfide legate alla natura turbolenta dei Campi Flegrei, dove ogni misura di sicurezza e prevenzione rappresenta un mattoncino fondamentale nella costruzione di un futuro più sicuro per gli abitanti.