A Ferrara, si riaccende il dibattito sul restauro della statua di Vittorio Emanuele II, custodita nei magazzini municipali di via Marconi. Il tema è stato sollevato dall’assessore alla Cultura, Marco Gulinelli, in risposta ai consiglieri del Partito Democratico, Davide Nanni e Sara Conforti. Gulinelli ha proposto di avviare un ragionamento con i privati e di valutare il ricorso all’Art Bonus per finanziare l’intervento. Questo strumento, già utilizzato dall’amministrazione in passato, potrebbe garantire un accesso più rapido alle risorse necessarie per riportare la statua al suo antico splendore.
La situazione della statua di Vittorio Emanuele II
Lo stato della statua di Vittorio Emanuele II è attualmente preoccupante. Gulinelli ha sottolineato che il materiale presenta segni di forte deterioramento e che il basamento, realizzato per accogliere l’opera originale, necessita di un restauro significativo. Non sarà possibile riprodurre fedelmente il modello e le dimensioni originali del basamento in marmo, ma sarà necessario costruire una base funzionale per sostenere la statua. L’assessore ha anche evidenziato quanto sia cruciale ricostruire la spada del re, un elemento andato perso nel tempo.
Nel 2021 erano stati ottenuti alcuni preventivi per il restauro, ma secondo Gulinelli è opportuno aggiornare queste cifre, considerando l’inevitabile inflazione che potrebbe aver riguardato i costi del lavoro. Le stime iniziali parlano di una spesa di circa ottantamila euro per portare a termine l’intervento. Questa somma rappresenta un obiettivo ambizioso, soprattutto in un periodo in cui le risorse comunali sono limitate, ma Gulinelli ribadisce l’importanza di investire nella valorizzazione del patrimonio culturale locale.
Il percorso amministrativo verso il restauro
Nel 2020, Gulinelli aveva già espresso la sua intenzione di intervenire sulla statua, installata in origine nelle pertinenze del museo del Risorgimento e della Resistenza. L’argomento non è nuovo all’amministrazione, esaminato anche dal capogruppo di Giustizia, Onore e Libertà, Francesco Rendine, nel 2017, che aveva sollevato la questione della ricollocazione dell’opera. Il dibattito sull’ubicazione della statua è tuttora aperto: Gulinelli ha fatto riferimento a due possibili luoghi di posizionamento, i parchi Massari e Pareschi, quest’ultimo preferito dai rappresentanti del Partito Democratico.
Nelle prossime settimane, sono previsti incontri tra Gulinelli e i dirigenti del Comune responsabili dei Beni Monumentali e dei Musei d’Arte, al fine di discutere la strategia per la restituzione della statua alla città. Qualsiasi decisione richiederà un’accurata pianificazione, non solo per garantire la qualità del restauro ma anche per facilitare un’interlocuzione proficua con la Soprintendenza, che vigila sulle opere storiche.
L’importanza della statua nella cultura ferrarese
Il restauro e la ricollocazione della statua di Vittorio Emanuele II non rappresentano soltanto un intervento estetico, ma sottolineano un legame storico e culturale profondo con la città di Ferrara. La statua, simbolo dell’unità nazionale, è parte integrante del patrimonio monumentale e della memoria collettiva locale. La sua presenza ha sempre stimolato riflessioni sul Risorgimento e sui valori civici, rendendo essenziale la sua valorizzazione.
Il dibattito attuale, quindi, non si limita al semplice costo del restauro, ma si estende a considerare come la statua possa essere integrata nella vita culturale della città. Ripristinare la statua e posizionarla in un contesto che ne valorizzi il significato storico sarà un passo fondamentale per riannodare i fili della memoria collettiva e rinforzare il senso di appartenenza tra i cittadini.
Mentre il lavoro procede verso la fase di recupero, l’attenzione rimane alta. Gli abitanti di Ferrara attendono un ritorno graduale della statua, convinti che il suo restauro e la successiva collocazione possano offrire un’opportunità per rafforzare l’identità culturale della città.