Rivendicazione di diritti: il caso di un bambino autistico in una scuola di Marano

Rivendicazione di diritti: il caso di un bambino autistico in una scuola di Marano

Una madre di Marano denuncia la limitata frequenza scolastica del figlio autistico, chiedendo il rispetto dei diritti all’istruzione e all’inclusione sociale, attirando l’attenzione delle istituzioni competenti.
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Rivendicazione di diritti: il caso di un bambino autistico in una scuola di Marano - Gaeta.it

Un genitore di Marano, in provincia di Napoli, solleva gravi preoccupazioni riguardo alla ridotta frequenza scolastica di suo figlio, un alunno affetto da autismo. Imma, madre del bambino, ha deciso di intraprendere un’azione formale per garantire il diritto all’istruzione e all’inclusione sociale per i ragazzi con disabilità. La sua iniziativa ha attirato l’attenzione non solo dell’ufficio scolastico regionale ma anche del ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, con la speranza di contribuire a una maggiore consapevolezza e interventi adeguati.

Limiti all’inclusione scolastica

Secondo quanto riportato da Imma, a suo figlio sarebbe stato negato il diritto di frequentare la scuola per l’intera settimana. Infatti, la Dirigente scolastica ha stabilito che il piccolo possa partecipare solo per tre giorni alla settimana: lunedì, mercoledì e venerdì, per un totale di circa nove ore. I giorni di martedì e giovedì, secondo le informazioni fornite dalla madre, sono stati esclusi, con un notevole abbattimento nel numero di ore di insegnamento previsto. Questo ridotto accesso all’istruzione è accompagnato dall’affermazione che la decisione è stata presa su richiesta dei professionisti sanitari dell’ASL Na 2 Nord, che seguono il bambino.

Punto focale della questione è il diritto di accesso all’istruzione. Imma rimarca che, ai sensi della legge 104, il figlio avrebbe diritto a ricevere il massimo delle ore di sostegno scolastico necessarie per il suo percorso educativo. Questo diritto, come evidenziato dalla madre, risulta limitato dalla percezione di “ingestibilità” del bambino da parte della scuola e dall’imposizione di una terapia farmacologica come condizione per una partecipazione scolastica completa.

L’appello per l’inclusione

In una lettera inviata a istituzioni locali e nazionali, Imma ha chiarito la sua posizione e l’appello per una giusta integrazione scolastica. Grazie all’appoggio dell’associazione “La Battaglia di Andrea“, che si occupa di diritti dei disabili, la madre ha trovato un volto amico e professionisti pronti ad affiancarla nella sua lotta per il rispetto della dignità del bambino. “Ogni bambino ha il diritto di essere accolto e di partecipare alle attività scolastiche in un ambiente inclusivo,” ha affermato Imma, esprimendo la sua determinazione a far sentire la propria voce.

In un contesto in cui l’inclusione è fondamentale, è urgente portare all’attenzione la necessità di garantire un’istruzione adeguata e continua per ogni studente, indipendentemente dalle sue condizioni personali. La battaglia di Imma riflette una realtà che molti genitori di bambini con disabilità affrontano quotidianamente nelle aule scolastiche italiane.

Intervento delle associazioni

Asia Maraucci, presidente de “La Battaglia di Andrea“, ha commentato la situazione affermando che, qualora quanto raccontato dalla madre coincidesse con la realtà, si tratterebbe di una grave violazione dei diritti garantiti dalla legge. Maraucci ha sottolineato che è fondamentale approfondire i fatti e raccogliere tutte le informazioni necessarie. La presidente ha immediatamente messo in contatto la famiglia con avvocati specializzati, Sergio Pisani e Vincenzo Grimaldi, per assicurare che gli interessi del bambino venissero tutelati in ogni fase del processo.

La situazione è seguita con attenzione da parte delle istituzioni, con il supporto dell’ufficio del ministro Valditara e del direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Ettore Acerra. Le promesse di dialogo e azione da parte delle autorità competenti sono un primo segnale positivo, ma la comunità attende risultati concreti e un percorso per garantire diritti fondamentali a tutti i bambini.

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