La notte tra Quadraro e Tuscolano a Roma è stata segnata da un attentato incendiario contro la sede del gruppo ultras ‘Quadraro‘ ex Fedayn, la storica tifoseria legata alla Roma calcio. L’episodio, avvenuto in via Cartagine, arriva nel momento in cui la Digos sta portando avanti un’indagine legata allo spaccio di droga all’interno della curva sud dello stadio Olimpico, coinvolgendo persone con legami criminali. I residenti della zona hanno lanciato l’allarme al 112, facendo scattare l’intervento delle forze dell’ordine.
Attentato incendiario con bottiglia molotov in via Cartagine
L’attacco è stato realizzato con il lancio di una bottiglia molotov contro le saracinesche della sede del gruppo ultras, provocando un incendio e ingenti danni materiali agli ambienti utilizzati come punto di ritrovo per i tifosi. La sede si trova in un punto di confine tra i quartieri Quadraro e Tuscolano, zone già note per diverse tensioni legate al mondo ultras e alla criminalità urbana. La dinamica è stata ricostruita grazie alla tempestiva segnalazione dei vicini che hanno sentito il rumore dell’esplosione e visto il fumo alzarsi dalla serranda.
Intervento dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine
I vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere l’incendio, evitando che le fiamme si propagassero agli stabili adiacenti. I danni sono stati circoscritti alla struttura ma sufficienti a interrompere temporaneamente le attività del gruppo. Sul posto è arrivata anche la polizia, con la Digos che ha aperto le indagini per chiarire movente e responsabilità . Al momento non risultano feriti.
Indagine antimafia sulla curva sud e coinvolgimenti criminali
L’episodio di via Cartagine si inserisce in un contesto più ampio: nelle scorse settimane la Digos romana ha avviato un’inchiesta sull’attività di spaccio di sostanze stupefacenti all’interno della curva sud dello stadio Olimpico. Le indagini hanno fatto emergere nomi di membri del gruppo Quadraro ex Fedayn, ritenuti coinvolti nelle attività illecite. Tra questi, figura anche il cognato del fratello di Michele Senese, noto boss con precedenti penali legati a organizzazioni criminali.
L’attenzione delle forze dell’ordine su quegli ambienti ultras mette in luce i rapporti ambigui tra tifoseria organizzata e microcriminalità , in particolare per l’uso di punti di ritrovo come copertura per il traffico di droga. L’attentato incendiario potrebbe avere origine in questo intreccio di tensioni interne, punteggiato da conflitti per il controllo delle aree di influenza legate ai fan della Roma.
Il ruolo della digos e prossimi sviluppi investigativi
La Digos della questura di Roma ha avviato un’indagine serrata per individuare gli autori dell’attacco incendiario. Gli investigatori stanno visionando immagini di videosorveglianza nella zona per ricostruire con precisione quanto accaduto e identificare i responsabili. Le attività di controllo nelle curve dello stadio proseguiranno con accertamenti mirati per contrastare fenomeni criminali che legano certe frange della tifoseria con il mercato della droga.
Le autorità mantengono ferme le operazioni di monitoraggio, con particolare attenzione alle aree dei quartieri Quadraro e Tuscolano. Lo scenario resta sotto osservazione per prevenire nuovi episodi di violenza o ritorsioni tra gruppi ultras. Quanto emerso conferma la complessità del problema legato al crimine organizzato che si insinua negli ambienti calcistici della capitale.