Scoperta un'attività illecita ad Ancona: circolo privato trasforma in pubblico esercizio

Scoperta un’attività illecita ad Ancona: circolo privato trasforma in pubblico esercizio

La polizia di Ancona chiude un circolo privato non autorizzato, sanzionando il presidente e il segretario per violazioni delle normative sulla somministrazione di alimenti e bevande.
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Scoperta un'attività illecita ad Ancona: circolo privato trasforma in pubblico esercizio - Gaeta.it

Ad Ancona, la polizia di Stato ha smascherato un’attività non autorizzata che coinvolgeva un circolo privato, situato nei pressi di piazza del Papa. L’intervento, avvenuto all’una di notte, è stato attivato dopo una serie di segnalazioni da parte dei cittadini, preoccupati per i rumori molesti e la musica ad alto volume proveniente dall’interno del locale. Questo confronto con la legge ha portato a sanzioni per il presidente e il segretario del circolo, che sono risultati responsabili della situazione.

L’intervento della polizia

Nei giorni scorsi, gli agenti della polizia sono intervenuti a seguito delle segnalazioni dei residenti, attivando una verifica sui locali pubblici e sul rispetto delle normative in vigore. Il questore Cesare Capocasa ha disposto controlli mirati sulla movida di Ancona, con l’obiettivo di tutelare la sicurezza dei cittadini e il rispetto delle leggi. Durante l’ispezione nel circolo privato, gli agenti hanno trovato circa una quindicina di giovani, segnale che l’attività si stava svolgendo nonostante la mancanza di autorizzazione.

Modalità di accesso sospette

I visitatori del circolo avevano accesso secondo il meccanismo del “tesseramento al volo”. I dati anagrafici venivano annotati su un talloncino, accompagnati dalla firma sul retro, per una sorta di registrazione immediata. Questo sistema ha destato i sospetti della polizia, che ha sottolineato come questo tipo di registrazione non sia in linea con la normativa che regola le dinamiche di accesso e partecipazione ai circoli privati. L’intento apparente era permettere l’ingresso a un numero indefinito di persone, violando le restrizioni stabilite per ridurre l’accesso ai soli soci regolarmente iscritti.

Conseguenze legali per l’attività

Secondo quanto comunicato dalla Questura, questa operazione non rientra nelle pratiche legittime di somministrazione di alimenti e bevande all’interno di un circolo privato, che deve essere limitato agli associati. La normativa vigente, in particolare la legge regionale 22 del 2021, stabilisce requisiti specifici per le attività commerciali, comprese le limitazioni sulla registrazione degli soci. Le sanzioni per tali violazioni possono variare, con un importo che oscilla tra 2.500 e 15.000 euro; tuttavia, è possibile usufruire di un’opzione di pagamento ridotto fissata a 5.000 euro.

Il caso di Ancona rappresenta un richiamo alle autorità locali e ai gestori di circoli privati, sottolineando l’importanza di operare nel rispetto delle leggi per garantire non solo la sicurezza, ma anche il benessere della comunità.

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