Sedici anni dopo il sisma del 2009: avanzamento significativo della ricostruzione nei comuni colpiti

Sedici anni dopo il sisma del 2009: avanzamento significativo della ricostruzione nei comuni colpiti

A sedici anni dal terremoto del 2009, la ricostruzione nei comuni colpiti avanza con il 71% delle pratiche private completate e significativi investimenti pubblici in corso per il recupero.
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Sedici anni dopo il sisma del 2009: avanzamento significativo della ricostruzione nei comuni colpiti - Gaeta.it

La ricostruzione dopo il terremoto del 6 aprile 2009 continua a fare progressi significativi, con dati più recenti che evidenziano un incremento nell’avanzamento delle pratiche di recupero nei comuni del Cratere e in quelli circostanti. L’Usrc ha pubblicato una nota che offre una panoramica dettagliata sullo stato della ricostruzione, a sedici anni dall’evento che ha devastato la regione.

Stato della ricostruzione privata nei comuni del Cratere

Nei 56 comuni colpiti dal terremoto, la ricostruzione privata ha raggiunto un avanzamento del 71%, basato sul totale delle domande presentate. Questo conferma un impegno costante da parte delle istituzioni e dei cittadini nella ripresa post-sisma. Le domande di contributo per un totale di 4,78 miliardi di euro, sono state significativamente elaborate. Nello specifico, delle 10.640 domande presentate, 8.728 sono state ammesse, archiviate o respinte, per un valore complessivo di 3,4 miliardi di euro.

Un dato notevole riguarda le domande approvate: ben 7.516 richieste sono state accolte, per un ammontare che si avvicina a 2,99 miliardi di euro. Accanto a ciò, sono stati completati 12.620 edifici, in confronto ai 23.240 dichiarati inagibili. Attualmente, i cantieri attivi nei comuni del Cratere sono 701, segno che la ripresa, seppur lenta, si sta muovendo nella direzione giusta.

Ricostruzione nei comuni fuori dal Cratere

In parallelo, nei 121 comuni non inclusi nel Cratere, l’avanzamento della ricostruzione privata mostra dati anch’essi rassicuranti. Qui, l’avanzamento è del 69% rispetto alle domande presentate, che ammontano a 6.697, per un valore complessivo di 1,039 miliardi di euro. Di queste, 5.675 domande sono state elaborate, confermando il trend di approvazione simile a quanto visto nel Cratere. Sono stati ricostruiti 2.167 edifici dei 3.610 dichiarati inagibili, con la presenza di 216 cantieri attivi. Questi dati testimoniano non solo un impegno locale ma anche il supporto delle istituzioni nel favorire il ritorno alla normalità.

Ricostruzione pubblica e progetti scolastici

Sul fronte della ricostruzione pubblica, la situazione ha visto l’approvazione di 283 progetti, con un investimento di circa 119 milioni di euro. È stimato che il 74% di questi interventi sia già in fase di realizzazione, sebbene rimanga ancora il 51% da completare. Recentemente, la delibera Cipess 58/2024 ha portato all’assegnazione di nuovi finanziamenti a 21 amministrazioni, con un focus su 28 interventi per oltre 35 milioni di euro, elevando il totale dei progetti dall’inizio del lavoro di ricostruzione a 384, per un importo complessivo programmato di 240,9 milioni.

Decisamente cruciale risulta la ricostruzione scolastica, con 245 interventi finanziati. Di questi, 139 milioni sono già stati destinati a progetti pronti per essere avviati. Tuttavia, vi è una richiesta significativa di nuovi fondi per avviare ulteriori progettazioni e garantire che le scuole vengano ricostruite in tempi brevi e siano pronte ad accogliere gli studenti.

Il ruolo dell’Usrc e gli obiettivi per il futuro

L’Usrc ha potenziato il proprio ruolo nella gestione degli appalti, posizionandosi come stazione appaltante qualificata per migliorare l’efficienza del processo di ricostruzione. Per il 2025, gli obiettivi includono la digitalizzazione della documentazione, l’accelerazione dei processi legati agli appalti pubblici e la rigenerazione urbana. Un ulteriore traguardo sarà la chiusura di 770 pratiche di ricostruzione privata, fondamentale per garantire un completamento efficace di tutte le fasi del recupero.

I dati raccolti e le informazioni condivise evidenziano una resilienza collettiva, con il supporto delle autorità locali e nazionali che continueranno a incentivare la ripresa delle comunità colpite dal sisma.

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