Sicurezza delle infrastrutture di trasporto: il programma di Ansfisa per il 2025

Sicurezza delle infrastrutture di trasporto: il programma di Ansfisa per il 2025

Ansfisa presenta un piano per migliorare la sicurezza delle infrastrutture di trasporto in Italia, puntando su innovazione tecnologica e una gestione uniforme tra Nord e Sud del Paese.
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Sicurezza delle infrastrutture di trasporto: il programma di Ansfisa per il 2025 - Gaeta.it

La sicurezza delle infrastrutture di trasporto rappresenta una priorità centrale per il futuro della mobilità in Italia. Con oltre 800mila chilometri di strade e autostrade, e 18mila chilometri di ferrovie, il Paese è chiamato a garantire manovre efficaci nel controllo e nella manutenzione. Questo è il messaggio chiaro di Domenico Capomolla, direttore di Ansfisa, che durante la presentazione della Relazione Annuale sulle attività del 2024 e il Programma di Pianificazione per il 2025 ha delineato progetti e misure per un trasporto terrestre più sicuro.

La rete stradale italiana e la sua gestione

L’Italia si estende con una rete complessa di oltre 840mila chilometri di strade, che includono autostrade, strade statali, provinciali e comunali. Questa vasta rete richiede un’attenzione costante, dai controlli regolari alla manutenzione. Nel suo intervento, Capomolla ha sottolineato che l’obiettivo principale è identificare le zone che necessitano di interventi immediati, creando così campioni significativi di controllo basati su parametri specifici. Questi parametri aiuteranno a focalizzare le risorse dove ci sono maggiori esigenze, garantendo così una mobilità più sicura per tutti.

In particolare, le strade provinciali risultano essere le più vulnerabili a problemi di carattere statico, spesso sottoposte a scarsità di investimenti per la manutenzione ordinaria. Capomolla ha evidenziato come queste strade non superino la spesa di circa mille euro all’anno per chilometro, un dato che evidenzia l’urgenza di un sommario intervento. Al contrario, autostrade e strade statali beneficiano di una gestione più attenta e rigorosa della manutenzione, assicurando un livello di sicurezza più adeguato per gli utenti.

Innovazione e tecnologia per la sicurezza

Nel 2025, Ansfisa si propone di adottare tecnologie all’avanguardia per il monitoraggio e la manutenzione delle infrastrutture. L’utilizzo di strutture performanti come satelliti e soluzioni digitali è parte integrante di questa evoluzione. Durante la presentazione, Capomolla ha menzionato il ruolo chiave dell’intelligenza artificiale, che promette di offrire strumenti nuovi e più precisi per i controlli, anche se la piena integrazione è ancora nelle fasi iniziali.

In particolare, si prevede di applicare queste tecnologie a importanti infrastrutture come lo Stretto di Messina e agli impianti per le Olimpiadi di Milano-Cortina. Questi sviluppi non solo contribuiranno a una gestione più efficace delle strutture, ma permetteranno anche di risolvere problematiche storiche e complesse, che da tempo affliggono il sistema delle infrastrutture di trasporto.

Disparità tra Nord e Sud: un’analisi critica

Capomolla ha affrontato il delicato argomento delle differenze nella gestione stradale tra Nord e Sud Italia. Secondo il direttore di Ansfisa, le disparità non sono correlate a un nord-sud ma piuttosto alle variabili che riguardano specificamente le strade statali, provinciali e comunali.

Nel suo intervento, ha chiarito che il problema risiede principalmente nella differente gestione delle strade provinciali, che, come già accennato, non ricevono le attenzioni necessarie in termini di manutenzione. Al contrario, le strade e le autostrade, gestite con più attenzione e risorse, godono di un livello di manutenzione decisamente migliore. Queste differenze evidenziano la necessità di una strategia uniforme per la sicurezza delle infrastrutture che superi alcune delle disuguaglianze esistenti.

L’importanza dei dati e dell’analisi

Un aspetto cruciale della programmazione di Ansfisa è l’importanza dei dati raccolti. Capomolla ha messo in evidenza che il proprio obiettivo è massimizzare l’utilizzo dei dati non solo per migliorare il monitoraggio, ma anche per garantire un ritorno delle informazioni alle altre direzioni generali dell’agenzia. Questa strategia è essenziale per rafforzare ulteriormente la sicurezza delle infrastrutture, con un incremento deciso dei controlli.

Insomma, Ansfisa si sta muovendo verso un paradigma nuovo, improntato su conoscenze concrete e applicazioni pratiche, per una mobilità sicura e organizzata in tutta Italia, con la consapevolezza che ogni intervento deve essere mirato e basato su analisi reali.

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