Silvia Salis ha recentemente preso parte all’evento ‘Un giorno da artigiano’, organizzato da Confartigianato. Questo evento offre ai candidati la possibilità di scoprire da vicino il lavoro degli artigiani e come funziona il loro mondo. Durante l’evento, Salis ha assunto il ruolo di carrozziere, un’esperienza che le ha permesso di immergersi nella realtà di un mestiere tradizionale molto diffuso.
Il valore di Confartigianato
Confartigianato comprende oltre 13mila realtà, impegnate a livello locale, e offre opportunità a circa 50mila persone. Salis ha evidenziato l’importanza di questa organizzazione per Genova, sottolineando come essa rappresenti una fonte significativa di lavoro di qualità. “È fondamentale per la città – ha affermato – che ci siano sempre nuove leve pronte a subentrare e a mantenere vive le competenze necessarie”. La manutenzione delle tradizioni artigianali è infatti cruciale, poiché permette la trasmissione di saperi e abilità, essenziali per la crescita del settore.
La sfida del lavoro a Genova
Salis ha affrontato anche una questione centrale per la città: il problema del lavoro povero, che rappresenta una difficoltà per molti genovesi. “È vitale dare alle persone la possibilità di costruirsi un futuro”, ha commentato, riferendosi alle difficoltà di accesso alle abitazioni e alla necessità di garantire una stabilità economica. La proposta di Confartigianato, che fa leva sulla formazione di lavori di qualità, è vista come una risposta alle esigenze di sviluppo economico della città.
Una prospettiva per il futuro
Salis ha concluso sottolineando che Genova ha bisogno di opportunità lavorative che possano portare a nuove iniziative imprenditoriali. “Un lavoro qualificato – ha detto – può contribuire a creare una vita migliore e prospettive per tutti”. La partecipazione a eventi come ‘Un giorno da artigiano’ non solo permette di sensibilizzare rispetto a queste tematiche, ma contribuisce anche a costruire una rete di relazioni tra le diverse generazioni di artigiani, favorendo il ricambio generazionale e la crescita professionale.
La testimonianza di Salis rappresenta dunque un invito a riflettere sulla realtà lavorativa genovese e sull’importanza di mantenere viva la cultura artigianale locale, cruciale per le future generazioni.