Il Pio Albergo Trivulzio di Milano continua a restare al centro di un’inchiesta che ricorda la tragedia degli anziani nelle case di riposo durante la prima ondata di Covid. Con circa 400 morti registrate tra gennaio e aprile del 2020, le indagini sono ora in una fase cruciale, ma il deposito della maxi perizia richiesta è stato ulteriormente posticipato. Scopriamo i dettagli delle ultime novità, gli sviluppi dell’indagine e il contesto critico in cui si trovano gli anziani ricoverati.
Il contesto delle indagini
Una situazione tragica
La pandemia di Covid-19 ha avuto un impatto devastante in tutto il mondo, ma le case di riposo, come il Pio Albergo Trivulzio, hanno subito perdite inimmaginabili. Tra gennaio e aprile 2020, circa 400 anziani sono morti a causa del virus, suscitando preoccupazioni sia nel pubblico che nelle autorità. Il caso del Trivulzio è diventato emblematico della necessità di garantire la sicurezza nelle strutture per anziani in situazioni di crisi sanitaria. Gli investigatori stanno cercando di capire se ci siano state negligenze o violazioni delle norme di sicurezza che abbiano contribuito a tale tragedia.
Il ruolo della giustizia
Lo scorso marzo, la gip Marta Pollicino ha avviato una perizia disposta con la formula dell’incidente probatorio, riconoscendo l’urgenza di chiarire le circostanze delle morti avvenute nella struttura. A seguito del rigetto dell’istanza di archiviazione presentata dai pm, le indagini sono state riaperte. È fondamentale per il sistema giuridico comprendere se vi siano state responsabilità da parte del personale del Pio Albergo Trivulzio, dall’allora dg Giuseppe Calicchio a tutta la dirigenza della storica struttura, nota anche con il nome di ‘Baggina’.
La perizia e le proroghe
L’iter della perizia
Dopo la sua nomina come giudice per il caso, la Pollicino ha costituito un pool di esperti di diverse discipline, tra i quali spicca Pietro Tarzia. Il loro compito è di accertare il “nesso di causalità” tra i decessi degli anziani e le infezioni da Covid-19 rilevate tra gli ospiti e il personale del Pio Albergo Trivulzio. Le indagini si concentrano sul periodo che va da febbraio a dicembre 2020, cercando di stabilire l’eventuale inosservanza delle misure di sicurezza da parte della struttura.
Le proroghe e il futuro
La recente richiesta di “ultima proroga” di 40 giorni ha portato a un ulteriore slittamento del deposito della perizia, inizialmente previsto per questi giorni. Questo è il terzo rinvio per una questione che desta preoccupazione non solo per i familiari delle vittime, ma anche per l’intera comunità. Ora, il nuovo termine si prevede per metà settembre, una scadenza che potrebbe chiarire eventuali responsabilità penali e civili in merito al trattamento degli ospiti durante la fase più critica della pandemia.
Impatto sociale e le prospettive
La reazione della comunità e dei familiari
Il ritardo nel deposito della perizia ha sollevato diverse reazioni tra i familiari delle vittime e i membri della comunità. Molti esprimono frustrazione e richiesta di giustizia per quanto accaduto. L’emozione è palpabile: più di 400 famiglie cercano risposte e giustizia per i loro cari, mentre la lentezza del processo legale appare come un ulteriore affronto a una comunità già segnata dal dolore.
L’importanza di una rapida risoluzione
Il caso del Pio Albergo Trivulzio rappresenta una questione del tutto urgente e significativa per la società italiana. La rapidità e la trasparenza del processo legale sono essenziali per restituire dignità a chi ha perso i propri cari e per garantire che episodi simili non si ripetano in futuro. Le autorità sanitarie e legali dovranno comunque rivedere le procedure di sicurezza adottate nelle strutture per anziani, per evitare che in circostanze simili si ripetano tragedie di questa portata.
Il rinvio continua a essere una questione delicata, mentre tutti si aspettano una risposta chiara e definitiva alle domande che circondano questo tragico episodio della storia recente.