Slovacchia autorizza l'abbattimento di 350 orsi dopo attacchi: tensione tra governo e ambientalisti

Slovacchia autorizza l’abbattimento di 350 orsi dopo attacchi: tensione tra governo e ambientalisti

La Slovacchia autorizza l’abbattimento di 350 orsi per garantire la sicurezza dei cittadini, scatenando polemiche tra governo e ambientalisti per presunti conflitti con le normative europee.
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Slovacchia autorizza l'abbattimento di 350 orsi dopo attacchi: tensione tra governo e ambientalisti - Gaeta.it

La Slovacchia ha recentemente preso una decisione controversa riguardo la gestione della popolazione di orsi nel paese. A seguito di diversi attacchi, il governo guidato dal primo ministro Robert Fico ha autorizzato l’abbattimento di ben 350 orsi. Questa scelta, motivata dalla necessità di garantire la sicurezza dei cittadini, ha suscitato un acceso dibattito tra i funzionari e le associazioni ambientaliste, che denunciano la violazione delle normative europee sul tema.

La posizione del governo slovacco

Il governo slovacco ha giustificato la propria decisione con le parole del primo ministro Fico, che ha affermato: “Non possiamo vivere in un Paese in cui la gente ha paura di andare nel bosco”. Questa affermazione sottolinea una preoccupazione crescente riguardo la sicurezza dei cittadini, in un contesto in cui gli attacchi da parte degli orsi sono aumentati. Il primo ministro ha ribadito l’importanza di proteggere i cittadini da eventuali pericoli, aprendo la strada all’intervento contro gli animali considerati minacciosi.

La risposta degli ambientalisti

Dall’altro lato della questione, le associazioni ambientaliste hanno espresso forte contrarietà alla decisione del governo. Hanno accusato le autorità di aver violato la legislazione vigente, in particolare le direttive europee che regolano la gestione degli orsi nelle aree abitate. Secondo le normative di Bruxelles, solo gli “orsi problematici” — che hanno già aggredito persone o danneggiato beni — possono essere abbattuti. Inoltre, l’uccisione degli orsi dovrebbe avvenire solo quando non esistono altre soluzioni praticabili. Questo aspetto mette in evidenza il conflitto tra le esigenze di sicurezza pubblica e la necessità di proteggere la fauna selvatica.

I dati sul problema degli orsi in Slovacchia

Nell’ultimo anno, la situazione degli orsi in Slovacchia si è fatta particolarmente critica, con 93 esemplari abbattuti nel solo 2022. Le statistiche rivelano che il numero di incontri tra uomini e orsi è in crescita, evidenziando la necessità di un approccio più equilibrato nella gestione della popolazione di orsi. Molti esperti sostengono che un intervento prematuro potrebbe portare a un disequilibrio ecologico e a problemi più gravi in futuro. Questo scenario richiama l’attenzione sulla necessità di promuovere una maggiore consapevolezza tra i cittadini riguardo a come comportarsi in caso di avvistamenti.

Il caso di Andrea Papi e il ricordo delle vittime

Un altro aspetto della gestione degli orsi in Slovacchia è legato al tragico caso di Andrea Papi, un giovane trentino ucciso dall’orsa Jj4 nei boschi di Caldes. Sabato 5 aprile 2023 segnerà il secondo anniversario della sua morte, un evento che ha scosso profondamente la comunità locale e sollevato interrogativi sulla sicurezza. Una commemorazione in paese, prevista per l’occasione, è stata rinviata a causa di un incidente stradale che ha coinvolto il padre di Papi, Carlo, causando gravi ferite. Questo ulteriore evento ha portato un ulteriore strato di tristezza e riflessione sulla vulnerabilità umana rispetto alla fauna selvatica e sulla necessità di trovare un equilibrio tra convivere con gli animali selvatici e garantire la sicurezza delle persone.

La questione degli orsi in Slovacchia rimane un tema caldo, con un dibattito che si intensifica e richiede una soluzione sostenibile per il futuro.

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