Terzo Valico: Gestione dei materiali contaminati e impatti sul progetto ferroviario

Terzo Valico: Gestione dei materiali contaminati e impatti sul progetto ferroviario

Il progetto del Terzo Valico tra Genova e Milano rivela ingenti quantità di amianto, richiedendo smaltimento in Germania e sollevando interrogativi su sicurezza ambientale e gestione dei rifiuti pericolosi in Italia.
Terzo Valico3A Gestione dei mat Terzo Valico3A Gestione dei mat
Terzo Valico: Gestione dei materiali contaminati e impatti sul progetto ferroviario - Gaeta.it

Il progetto del Terzo Valico, che prevede l’alta velocità ferroviaria tra Genova e Milano, ha portato alla scoperta di importanti volumi di rocce amiantifere. Durante la costruzione delle gallerie, sono state estratte circa 350mila tonnellate di questo materiale, una quantità equivalente a quella di due navi da crociera. A causa della mancanza di siti di stoccaggio in Italia, è stato necessario smaltire queste rocce in Germania. Questo aspetto complicato fa parte di un processo che coinvolge il Gruppo FS e i cittadini, attraverso iniziative come il progetto ‘Cantieri Parlanti’, volto a garantire trasparenza e informazione.

Operazioni di estrazione e gestione delle rocce contaminanti

Le operazioni di estrazione nel lotto di Cravasco, uno dei più problematici del progetto, sono state svolte con attenzione e rigore. Michele Ferrari, responsabile di Webuild, ha spiegato che le quantità di amianto trovate sono state significative. Per rendere l’idea, ha paragonato l’amianto estratto a un carico di due navi da crociera, mentre il resto delle rocce, prive di contaminanti, avrebbero riempito quattro stadi grandi come il Luigi Ferraris di Genova. Questo confronto evidenzia la dimensione del problema che gli operai hanno affrontato.

Per gestire l’amianto, i tecnici hanno sviluppato un protocollo rigoroso che è diventato un esempio a livello nazionale. Gli operai indossavano tute speciali, simili a quelle utilizzate per operazioni in centrali nucleari, per proteggersi dai rischi. Le tecniche di scavo impiegate sono state raffinate e hanno richiesto un totale di 17mila campionamenti per garantire la sicurezza del lavoro.

Smaltimento delle rocce contaminanti e impatto ambientale

La roccia contenente amianto è stata maneggiata con il massimo rigore; dopo l’estrazione, è stata insacchettata e sigillata per essere inviata via treno in Germania. La gestione di tali materiali è complessa, soprattutto in un paese come l’Italia, che non dispone di strutture in grado di stoccare ingenti quantità di amianto. Questa situazione ha sollevato interrogativi sulla sicurezza nella gestione dei rifiuti pericolosi e sulle politiche ambientali in atto nel territorio.

Il restante materiale, privo di amianto, è stato trasportato tramite un nastro trasportatore di 250 metri e depositato nella cava di una zona vicina, tra Cravasco e Isoverde, pochi chilometri sopra Campomorone. Questo processo aiuta a mantenere il sito ordinato e sicuro. Parallelamente, l’impianto di purificazione dell’aria, che opera giorno e notte e ha una potenza di 1,5 megawatt, contribuisce a minimizzare l’impatto ambientale, garantendo che l’aria rimanga pulita durante le operazioni.

Contributi alla comunità e alle normative di sicurezza

Il progetto del Terzo Valico sta assumendo un’importanza crescente non solo per la sua funzione strategica di collegamento tra Genova e Milano, ma anche per il suo ruolo nel migliorare le normative legate alla sicurezza sul lavoro e alla gestione dei materiali pericolosi. La riuscita del protocollo adottato nel lotto di Cravasco potrebbe incentivare riforme legislative che riguardano la sicurezza ambientale e dei lavoratori, influenzando la gestione di progetti futuri in tutta Italia.

Diversi esperti e autorità stanno monitorando attentamente l’andamento delle operazioni e gli esiti del protocollo, non solo per garantire la sicurezza dei lavoratori ma anche per fornire informazioni chiare e tempestive alla comunità locale. Le misure adottate nel cantiere di Cravasco possiamo considerarle come un esempio di come la sinergia tra tecnologia, giurisprudenza e attenzione al benessere dei cittadini possa portare a risultati positivi e sostenibili.

La costruzione dell’alta velocità ferroviaria rappresenta un’importante opportunità per il miglioramento delle infrastrutture italiane, ma deve avvenire nel rispetto della normativa e delle preoccupazioni legate alla salute e all’ambiente. Il Terzo Valico continua a essere un punto di riferimento, non solo per la mobilità, ma anche per il modo in cui affrontiamo le sfide moderne legate ai rifiuti pericolosi.

Change privacy settings
×