Trentino Alto Adige: i dati allarmanti sugli infortuni mortali sul lavoro nel 2024

Trentino Alto Adige: i dati allarmanti sugli infortuni mortali sul lavoro nel 2024

In Trentino Alto Adige, il tasso di infortuni mortali sul lavoro è preoccupante, con 51,2 decessi per milione di occupati nel 2023. Necessarie politiche di sicurezza mirate e preventive.
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Trentino Alto Adige: i dati allarmanti sugli infortuni mortali sul lavoro nel 2024 - Gaeta.it

In Trentino Alto Adige, la sicurezza sul lavoro continua a richiedere attenzione. Secondo l’analisi dell’Osservatorio Vega, che ha esaminato i dati di INAIL e ISTAT, la regione si colloca tra le sette in Italia con un tasso di infortuni mortali notevolmente alto. Nel 2023, è emerso che la regione aveva una incidenza di 51,2 decessi per milione di occupati, nettamente sopra la media nazionale di 34,1. Solo le regioni di Basilicata, Valle d’Aosta e Umbria hanno registrato tassi ancora più elevati.

L’andamento delle morti bianche in Italia

Negli ultimi quattro anni, da un’analisi dei dati complessivi, si contano 4.442 “morti bianche” in Italia, un numero che rappresenta circa tre vittime al giorno. Queste tragedie non solo hanno effetti devastanti sulle famiglie, ma influiscono anche sull’economia del Paese, contribuendo a una diminuzione del PIL tra il 3 e il 6%. Questi eventi non vanno sottovalutati, poiché influenzano il sistema economico, previdenziale e assistenziale, elementi cruciali per il funzionamento della società.

La situazione del Trentino Alto Adige

Nel 2021, il Trentino Alto Adige ha visto un tasso di 49,3, superiore alla media nazionale di 43,1. Tuttavia, nel 2023, la situazione è migliorata, con un abbassamento della percentuale a 27,6, portando la regione tra quelle meno colpite dal fenomeno degli infortuni mortali sul lavoro. In contrapposizione, nel 2021, l’unica regione a superare Trentino Alto Adige in termini di infortuni con esito fatale è stata la Valle d’Aosta, con un tasso di 108,8.

Analizzando i motivi degli incidenti mortali, si evidenzia come quasi due terzi di essi avvengano senza l’uso di mezzi di trasporto. I giorni più pericolosi per la sicurezza dei lavoratori risultano essere i lunedì, un’indicazione utile per attuare strategie di prevenzione mirate.

Rischi e categorie maggiormente colpite

Un altro aspetto rilevante è il profilo demografico dei lavoratori coinvolti in incidenti mortali. I giovani tra i 15 e i 24 anni hanno un tasso di infortunio doppio rispetto alle altre fasce d’età. Tuttavia, i lavoratori più anziani, soprattutto quelli con più di 55 anni e in particolare sopra i 65, si trovano a fronteggiare il rischio maggiore di decessi.

In aggiunta, il fenomeno degli infortuni è accentuato dagli stranieri, che registrano un’incidenza quasi doppia rispetto ai lavoratori italiani. È interessante notare che gli uomini sono le principali vittime di incidenti fatali, con un’incidenza dieci volte superiore rispetto a quella delle donne. Per quanto riguarda la quantità di denunce, la differenza tra i generi è meno marcata, attestandosi attorno a un terzo.

Le misure di sicurezza devono essere implementate non solo per le categorie professionali più vulnerabili, ma anche per affrontare le disparità che emergono tra diversi gruppi di lavoratori. Sulla base di questi dati, è evidente la necessità di intervenire con politiche di sicurezza più efficaci e mirate.

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