Il turismo industriale sta guadagnando sempre più popolarità in Italia, richiamando viaggiatori curiosi di esplorare il patrimonio di fabbriche e attività produttive. Questo segmento di turismo, innescato dagli inglesi negli anni Cinquanta, si concentra su esperienze che combinano cultura, storia e industria. Le fabbriche non solo raccontano storie attraverso i loro prodotti, ma anche attraverso i luoghi in cui prendono vita, rendendo il nostro Paese un vero e proprio palcoscenico di bellezza industriale.
L’attrattiva del patrimonio industriale
Il patrimonio industriale della città di Prato rappresenta una grande risorsa da raccontare e di cui essere orgogliosi. Questa località ha un legame evidente con il settore tessile e si distingue per l’emergere di tendenze nel campo della green fashion. Un esempio emblematico è la Gori Alberto, specializzata nelle materie prime tessili. Visitare questa fabbrica su appuntamento permette ai turisti di assistere a tutte le fasi del processo produttivo, dall’arrivo delle balle di maglie di cachemire usate fino alla suddivisione per colore e sfilacciatura. Durante il TIPO Festival 2025, in programma fino all’8 aprile, si possono scoprire fabbriche recuperate, mostre fotografiche e laboratori di moda, un modo per mettere in luce la ricchezza di questo distretto.
Al centro del progetto del festival c’è il Tai , che organizza visite guidate per scoprire non solo le antiche vestigia industriali, ma anche fabbriche abbandonate che sono state riadattate. Queste attività offrono ai visitatori una visione autentica del passato e del presente industriale di Prato.
Musei e testimonianze di archeologia industriale
Uno dei punti salienti del turismo industriale a Prato è il Polo Campolmi, una vera e propria testimonianza di archeologia industriale. Qui si trova la ciminiera più alta della città, circondata da una scenografica vasca d’acqua nel cortile interno. Importante è anche la Biblioteca Lazzerini, che fino al 30 maggio ospita la mostra fotografica “Gite industriali”. Il Museo del Tessuto, d’altro canto, è noto per le sue collezioni storiche di tessuti e abiti, offrendo una panoramica della tradizione tessile locale. La mostra “Velvet mi Amor”, visibile fino all’8 giugno, approfondisce ulteriormente il legame tra arte e produzione.
Biella: un tour tra le tradizioni tessili
Anche Biella, in Piemonte, è un centro di interesse per il turismo industriale. Il “Giro d’impresa” si svolge il 30 e 31 maggio, aprendo le porte di diverse fabbriche storiche. L’iniziativa celebra l’eredità tessile della regione, con particolare attenzione a Casa Zegna, un esempio iconico. Qui i visitatori possono ammirare collezioni storiche, tra cui campionari del XIX secolo e opere fotografiche di Mimmo Jodice, in esposizione fino al 21 aprile. Questa esperienza aiuta a comprendere il valore di un settore che ha segnato la storia dell’industria italiana.
L’arte della scrittura a Torino
La tradizione artigianale è viva anche nel comparto della scrittura, in particolare presso l’azienda Aurora, a breve distanza da Torino. Qui, le penne stilografiche, realizzate a mano, incantano per la loro cura nei dettagli. Durante la visita, si può osservare dal vivo l’intero processo di produzione, dalla lavorazione dei metalli fino all’incisione personalizzata. Al piano superiore si trova l’Officina della Scrittura, dove vengono tenuti corsi di calligrafia, realizzando un interessante connubio tra arte e industria.
Ivrea e il suo patrimonio industriale Unesco
Ivrea è riconosciuta come “città industriale del XX secolo” dall’Unesco. Qui, gli edifici progettati da noti architetti e urbanisti raccontano la storia di Adriano Olivetti, le cui idee hanno influenzato profondamente l’industria e la cultura italiana. Tra i luoghi imperdibili, l’Unità Residenziale Ovest, nota come Talponia, e lo Scalone elicoidale di Palazzo Uffici sono esempi affascinanti di architettura industriale, dove si fondono funzionalità e bellezza esteriore.
Crespi D’Adda: un villaggio storico in visita
Il turismo industriale si rivela un successo crescente anche nel Villaggio operaio di Crespi D’Adda, situato nella provincia di Bergamo e dichiarato patrimonio Unesco. Fondato nel 1877, questo villaggio è un esempio di comunità operaia ideale, ancora abitato e visitabile attraverso tour guidati. Crespi ha saputo mantenere intatto il suo fascino, attirando un numero sempre crescente di turisti.
La Liguria e le sue storie industriali
Il patrimonio industriale italiano si estende anche in Liguria, dove la project manager Alessandra Brignola ha avviato itinerari turistici ad hoc. Dopo aver studiato archeologia e turismo industriale negli Stati Uniti, ha ripensato alla storia del lavoro a Genova. Tra le proposte, il percorso “Di Molo in Molo” conduce alla scoperta del porto, fornendo spunti interessanti su mezzi e attrezzature storiche.
La Sardegna e la sua archeologia mineraria
La Sardegna è un’altra regione dall’importante eredità industriale, nota per la sua storia mineraria che risale ai Fenici. La Miniera di Montevecchio, attiva fino al 1991, è oggi visitabile. I turisti possono esplorare diversi percorsi e scoprire la storia di un’industria che ha avuto un ruolo di primo piano, tra natura selvaggia e archeologia mineraria, con esperienze memorabili per gli appassionati del genere.
La dolcezza della tradizione abruzzese
In Abruzzo, la città di Sulmona è famosa per i suoi confetti, una tradizione che risale a secoli fa. La Confetti Pelino, attiva dal 1783, offre ai visitatori la possibilità di seguire il processo di produzione. Situato all’interno del Museo Pelino dell’Arte e della Tecnologia Confettiera, il tour mostra strumenti e metodi di lavorazione, mantenendo viva una tradizione artigianale che continua a incantare.
In questa esplorazione tra le varie realtà industriali italiane, emerge un quadro ricco di contrasti, storie e tradizioni, che invita a scoprire il lato meno conosciuto e affascinante del Paese.