Il caso di Jannik Sinner continua a far discutere nel mondo del tennis, dopo la squalifica di tre mesi del talentuoso giocatore a causa di una contaminazione accidentale. Umberto Ferrara, ex preparatore di Sinner, ha recentemente rilasciato dichiarazioni in merito alla situazione, parlando degli effetti collaterali sulla sua carriera e reputazione.
La contaminazione e il ruolo di Ferrara
Umberto Ferrara ha ricoperto un ruolo fondamentale nella preparazione di Jannik Sinner, ma è stato anche coinvolto in un episodio controverso. Secondo quanto riportato, insieme al fisioterapista Giacomo Naldi, è stato responsabile della contaminazione accidentale che ha portato il tennista a risultare positivo al Clostebol. Ferrara ha rivelato che “era giusto attendere la pronuncia degli organi competenti”, sottolineando che la sentenza non mette in dubbio il suo operato. Ha dichiarato di aver subito un danno significativo alla sua reputazione, sentendo addosso il peso di articoli che hanno ricostruito i fatti in modo errato rispetto alla decisione del Tribunale Indipendente. La sua affermazione pone l’accento sull’importanza della verità in situazioni così delicate.
L’uso del Trofodermin e la responsabilità nella gestione dei farmaci
Nell’estate del 2024, Ferrara portò con sé a Indian Wells uno spray, il Trofodermin, scrivendo che era stato raccomandato da un medico specialista per una patologia cronica. Ha specificato che, pur essendo consapevole del divieto di usare certi farmaci, lo ha custodito con massima attenzione nel proprio bagaglio. L’uso dello spray ha avuto conseguenze dirette, poiché, nel momento in cui è stato applicato sul dito di Naldi, non sono state seguite le opportune norme igieniche. Ferrara ha affermato di non aver mai consegnato direttamente il prodotto a Naldi, consapevole delle implicazioni di un uso improprio. “Avevo chiarito la natura del prodotto”, ha commentato.
La reazione alla positività di Sinner e la responsabilità condivisa
La scoperta della positività di Jannik Sinner ha colto di sorpresa il suo entourage, nel quale Ferrara e Naldi avevano un ruolo chiave. Fontana, compagno di Sinner e specialista, ha detto di aver vissuto momenti di incredulità, sottolineando che il collegamento tra il Clostebol e il Trofodermin è stato immediato. Dopo poche ore, il team ha avviato una ricostruzione dettagliata degli eventi per comprendere come fosse accaduta la contaminazione. Fontana ha fornito anche le prove dell’acquisto dello spray, prescritto per motivi medici, evidenziando come le decisioni prese non siano state affrettate.
La fine della collaborazione con Sinner: riflessioni e futuro
Ferrara ha menzionato il suo addio a Sinner, incoraggiando a riconoscere la maturità del giovane tennista, che, a soli 23 anni, ha saputo affrontare la vicenda con un’etica del lavoro e una dedizione rare. Pur avendo manifestato rammarico per la chiusura della loro collaborazione, ha anche detto di comprendere come quell’epilogo fosse una possibilità concreta. La loro ultima interazione è avvenuta a Doha, dove si sono salutati. Ferrara si è detto colpito dalle conseguenze di un evento sfortunate e dalla superficie con cui talvolta le persone hanno trattato la sua posizione nella vicenda. La situazione rimane complessa e suscita domande su come affrontare casi di contaminazione involontaria, evidenziando la necessità di maggiore consapevolezza nel mondo sportivo.