Un bambino di Arezzo salva la nonna grazie alle manovre di primo soccorso apprese a scuola

Un bambino di Arezzo salva la nonna grazie alle manovre di primo soccorso apprese a scuola

Un ragazzino di dieci anni salva la nonna durante un attacco epilettico, dimostrando l’importanza dei corsi di primo soccorso del Progetto Asso delle Misericordie ad Arezzo.
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Un bambino di Arezzo salva la nonna grazie alle manovre di primo soccorso apprese a scuola - Gaeta.it

Un evento significativo ha avuto luogo ad Arezzo, dove un ragazzino di soli dieci anni ha dimostrato un impegno straordinario e una risposta rapida in una situazione di emergenza. La sua prodezza ha portato a un esito positivo per la nonna, che ha subito un attacco di epilessia. Questo episodio rimarca l’importanza dei corsi di pronto soccorso, come quelli organizzati dalle Misericordie, che formano i giovani su come intervenire in situazioni critiche.

Il momento critico dell’incidente

La vicenda si è svolta nel giardino di casa, dove il bambino stava assistendo la nonna mentre lavorava nel prato. All’improvviso, ha visto la donna tremare e poi collassare a terra. La prontezza di riflessi del piccolo si è rivelata fondamentale in questo frangente: si è subito avvicinato e ha impedito che la nonna battesse la testa durante la caduta. In un momento di grande tensione, ha agito rapidamente sistemandola nella posizione laterale corretta per evitare che soffocasse. Questo gesto, appreso durante le lezioni di primo soccorso, ha senza dubbio contribuito a preservare la vita della donna.

Il bambino non si è limitato a prestare soccorso immediato. Ha anche contattato la centrale del 112, gestendo in modo efficace le comunicazioni fino all’arrivo dei soccorsi. Nonostante la presenza di un altro adulto, che è rimasto in preda al panico, il ragazzino ha mantenuto la calma, seguendo le indicazioni dell’operatore che lo guidava. Questa compostezza nel gestire una situazione d’emergenza è un esempio di come l’educazione al primo soccorso possa avere effetti tangibili nella vita quotidiana.

L’importanza del progetto Asso

Dopo il salvataggio, il bambino ha condiviso con i sanitari di aver appreso le tecniche di primo soccorso attraverso il “Progetto Asso“, un’iniziativa delle Misericordie attuata nelle scuole di Arezzo. Questo progetto è mirato a sensibilizzare i giovanissimi riguardo all’importanza di sapere come affrontare emergenze mediche, in particolare quando si tratta di adulti, come i nonni, che trascorrono del tempo con loro. Le tecniche apprese sono fondamentali, poiché permettono di gestire situazioni critiche con competenza e sicurezza.

Il “Progetto Asso” comprende anche un corso avanzato per l’uso del defibrillatore, accessibile solo agli studenti degli ultimi due anni delle scuole superiori. La Misericordia sottolinea il valore di tali iniziative, non solo per il benessere individuale, ma anche per la salvaguardia della comunità.

Riconoscimenti e reazioni nel comune

La vicesindaco di Arezzo, Lucia Tanti, ha espresso la sua soddisfazione per questo episodio, definendolo “una notizia felice che riempie di orgoglio tutta la comunità”. Ha sottolineato l’importanza di investire in progetti educativi sul primo soccorso, considerandoli elementi essenziali per la sicurezza collettiva. “Insegnare ai bambini i gesti che possono salvare una vita è una garanzia per tutti”, ha commentato, rimarcando che la formazione dei giovani non deve mai essere sottovalutata.

Questo non è un caso isolato nella storia recente di Arezzo: nel luglio 2023, un quindicenne aveva già utilizzato un defibrillatore per salvare un cinquantenne che aveva subito un attacco cardiaco durante un evento parrocchiale. Questi episodi mettono in luce come l’educazione al primo soccorso possa realmente fare la differenza nei momenti critici.

La comunità aretina continua a essere testimone della potenza della formazione e della preparazione, che si traducono in atti di coraggio e altruismo, soprattutto tra le giovani generazioni.

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