In un angolo incantevole delle Dolomiti, nel cuore del Trentino, si trova la splendida Baselga di Pinè, un luogo dove la fede e la creatività si intrecciano per dare vita a una comunità vibrante. Qui, l’associazione Shemà, fondata da Stefano e Lara Mattivi, ha dato nuova luce a un ex-convento, trasformandolo in un centro di accoglienza per giovani durante i mesi estivi. Un’iniziativa che non solo affronta la sofferenza della disabilità, ma la riempie anche di speranza e amore.
La genesi dell’associazione: una famiglia e la sua missione
Un’esperienza di vita che ha cambiato tutto
Stefano Mattivi e la moglie Lara Bertoldi non sono solo fondatori di un’associazione; sono genitori che hanno vissuto una delle esperienze più difficili e dolorose. Hanno visto i loro due figli, Mattia e Giacomo, confrontarsi con la distrofia muscolare di Duchenne. Questa malattia, progressiva e invalidante, ha segnato profondamente la loro vita. Tuttavia, Stefano e Lara hanno trasformato la loro sofferenza in una chiamata all’azione, comprendendo l’importanza del supporto non solo da parte della famiglia ma anche dall’intera comunità. Così, hanno aperto le porte della loro casa, creando un gruppo di giovani che ha attraversato, insieme a loro, i momenti più complessi e inaspettati della vita.
La creazione di un gruppo attivo
Nel 2018, il gruppo ha preso forma ufficialmente, evolvendo nell’associazione Shemà, il cui nome deriva dall’ebraico e significa “ascolta”. Questo riflette perfettamente l’intento alla base: stare in ascolto dei giovani e delle loro esigenze. Promuovendo la crescita personale e la solidarietà, l’associazione cerca di offrire uno spazio per il confronto e la formazione, attingendo anche a competenze specifiche per facilitare il dialogo e la cooperazione all’interno della comunità. Grazie a questa visione, oggi i giovani si sentono parte integrante di un contesto che abbatte le barriere e forma legami affettivi fondamentali.
Casa Iride: un nuovo inizio per i giovani
L’inaugurazione di un centro di accoglienza
Il 13 luglio scorso è stata una giornata particolarmente significativa per l’associazione. Si è tenuta l’inaugurazione di “Casa Iride”, un centro realizzato nell’ex-convento delle Suore della Carità a Montagnaga di Pinè. Questo nuovo spazio non è solo un luogo fisico di incontro, ma rappresenta anche un simbolo di resilienza e rinascita. Durante i mesi estivi, Casa Iride accoglie oltre mille giovani provenienti dalla valle per Grest e attività residenziali. Durante l’inaugurazione hanno partecipato personaggi di spicco come l’arcivescovo di Trento, Lauro Tisi, e il sindaco di Baselga di Pinè, Alessandro Santuari, sottolineando l’importanza del progetto.
Un messaggio di pace e unità
Stefano Mattivi ha evidenziato il profondo significato di questo evento, dove è stato consegnato un mandato ai giovani presenti: diventare testimoni di pace. La presenza di autorità civiche e religiose ha dato un chiaro messaggio di sostegno e approvazione a un progetto che intende unire le generazioni e diffondere valori di rispetto e ascolto. Casa Iride diventa quindi uno spazio in cui ogni giovane può sentirsi accolto, ma anche chiamato a prendere parte attivamente alla comunità.
Un luogo di crescita e condivisione
Dialogo tra generazioni
“Casa Iride è un crocevia di storie e esperienze”, afferma Luca Leonardelli, vicepresidente dell’associazione. Questo spazio è concepito per facilitare il dialogo e la relazione tra giovani e meno giovani, promuovendo un’interazione che arricchisce entrambe le parti. Ogni incontro, ogni attività, mira a creare un’atmosfera di crescita collettiva. E non solo: i partecipanti possono confrontarsi sulle loro esperienze interiori, affrontando le sfide quotidiane, condividendo sia i momenti di gioia che le difficoltà.
Un’occasione per approfondire la propria spiritualità
Gli spazi di Casa Iride offrono anche l’opportunità di coltivare una dimensione spirituale. Attraverso incontri e momenti di riflessione, i giovani possono esplorare le loro domande esistenziali, costruendo una rete di supporto reciproco. La presenza di giovanissimi animatori, formati per guidare queste esperienze, consente di stimolare un’educazione alla spiritualità autentica e profonda, capace di abbracciare ogni aspetto della vita.
La creatività come forza motrice
La storia di Giacomo: un faro di speranza
Giacomo Mattivi, uno dei giovani protagonisti della comunità, incarna un esempio tangibile di come la resilienza e la creatività possano trasformare le sfide in opportunità. Nonostante la malattia lo costringa a muoversi su una carrozzina, il suo spirito vivace lo porta a influenzare positivamente chi lo circonda. Giacomo è un punto di riferimento non solo per i suoi coetanei ma anche per gli adulti che lo circondano, grazie alla sua capacità di infondere energia e positività.
Un futuro luminoso al cinema
La vita di Giacomo è stata oggetto di attenzione anche da parte di media esterni, tra cui la regista Lia Beltrami, che sta realizzando un documentario intitolato “Green Lava”. Questo progetto mira a mostrare come affrontare la vita nel rispetto e nell’amore, nonostante le dure prove che essa può presentare. Anticipato da un podcast disponibile su Vatican News, il documentario promette di ispirare e sensibilizzare il pubblico sull’importanza dell’amore e dell’accettazione, invitando tutti a riflettere sulla bellezza di vita, nonostante le difficoltà.
La magia di Casa Iride e dell’associazione Shemà continua a diffondersi, permettendo a ogni giovane di riscoprire se stesso e di costruire legami indissolubili, in un contesto che promuove la vita in tutte le sue forme.