Contesto:
Il Centro di Alta Diagnostica di Gaeta, voluto dall’ex sindaco Cosimo Mitrano, si trova al centro di critiche e preoccupazioni da parte delle associazioni del sud pontino. L’iniziativa di raccogliere fondi in piena pandemia per attrezzare la struttura, motivata dalla necessità di contrastare la Covid-19, si è rivelata problematica, con carenza di personale e sottoutilizzo di apparati diagnostici di ultima generazione. Le associazioni “Comunità Lazio Meridionale e Isole Pontine” e “Incontri & Confronti” evidenziano la situazione critica in cui versa il sistema sanitario locale e formulano proposte per migliorare la situazione.
Problemi di personale e sottoutilizzo delle attrezzature
La situazione attuale nei reparti ospedalieri, nei Pronto Soccorso e nelle terapie intensive è critica: manca personale medico, infermieristico e tecnico necessario per garantire una corretta assistenza sanitaria. Apparecchiature diagnostiche all’avanguardia sono sottoutilizzate o addirittura non funzionanti, come nel caso della Risonanza Magnetica del “Dono Svizzero” che opera solo due giorni alla settimana. Anche la Telemedicina, con un investimento milionario su postazioni sparse nel territorio, non è mai entrata in funzione. Questa situazione di inefficienza obbliga a fare i conti con strumenti diagnostici di fascia alta, come ecografi e sistemi radiologici, che giacciono inutilizzati presso presidi come quello di Minturno, compromettendo la qualità dell’assistenza sanitaria offerta alla popolazione.
Proposte e critiche delle associazioni
Le associazioni del sud pontino sollevano questioni importanti legate alla gestione dei servizi sanitari locali. Invitano a un’analisi critica degli errori commessi nell’organizzazione della sanità, puntando a una rielaborazione dei piani e delle strategie per garantire un adeguato funzionamento del Centro di Alta Diagnostica di Gaeta. La mancanza di risorse e l’inadeguatezza delle infrastrutture già esistenti mettono in evidenza la necessità di un intervento urgente da parte della Regione, affinché vengano destinate finanziamenti supplementari per potenziare il sistema sanitario locale. Le associazioni invitano alla trasparenza e alla coerenza nell’elaborare nuove politiche sanitarie, evitando atteggiamenti demagogici e superficiali che non risolvono i problemi alla radice.
La necessità di investire nella sanità regionale
Le critiche e le proposte delle associazioni del sud pontino mettono in luce la fragilità del sistema sanitario locale e la necessità di un intervento immediato per migliorare la qualità dell’assistenza offerta alla popolazione. La Regione è chiamata a reperire nuove risorse e a rivedere le attuali politiche in materia di sanità, garantendo investimenti adeguati per potenziare le infrastrutture e assicurare un servizio efficiente e di qualità. Solo con un impegno concreto e una visione a lungo termine sarà possibile superare le criticità attuali e garantire un futuro migliore per il sistema sanitario del sud pontino.