Recenti scavi nella necropoli di Porta Sarno a Pompei hanno portato alla luce un rilievo funebre di dimensioni pressoché reali, rappresentante un uomo e una donna. Questa scoperta, frutto del progetto di ricerca “Investigating the Archaeology of Death in Pompeii”, condotto dall’Universitat de Valencia in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei, arricchisce la nostra comprensione della vita sociale e culturale nell’antica città.
Dettagli della scoperta di Pompei
La tomba monumentale, che si presenta con un ampio muro ricco di nicchie, accoglie due figure umane scolpite con un realismo impressionante. L’uomo e la donna, probabilmente una coppia, emergono come protagonisti di una rappresentazione suggestiva. La figura femminile indossa diversi gioielli, tra cui orecchini, anelli, braccialetti e una collana decorata da un ciondolo a forma di mezzaluna, noto come “lunula”. Quest’ultimo particolare rimanda alla possibilità che la donna fosse una sacerdotessa di Cerere, la dea romana dell’agricoltura e della fertilità.
Accanto a lei, la figura maschile è vestita con una toga, simbolo tradizionale della cittadinanza romana. L’assenza di iscrizioni o diciture sul rilievo apre a diverse interpretazioni sull’identità e sulla relazione tra i due personaggi. Questo vuoto informativo lascia spazio a domande che possono stimolare nuove ricerche e riflessioni nel campo dell’archeologia.
L’importanza archeologica del rilievo ritrovato
Il rilievo funebre scoperto a Pompei ha un’importanza significativa per il contesto archeologico. Questo ritrovamento consente di formulare nuove ipotesi sulle pratiche funerarie e le rappresentazioni sociali nell’antica Pompei durante il periodo tardo repubblicano. La qualità artistica e l’attenzione ai dettagli mostrati nel rilievo evidenziano il valore sociale dei defunti, suggerendo l’esistenza di una classe élitaria in grado di commissionare opere d’arte elaborate e di alta qualità per commemorare i propri cari.
In questo contesto, la presenza di una possibile sacerdotessa all’interno di una tomba monumentale mette in evidenza il ruolo significativo delle donne nelle cerimonie religiose e nelle pratiche funerarie dell’epoca. Inoltre, il rilievo offre la possibilità di comprendere meglio la vita quotidiana, le credenze e le tradizioni degli antichi romani, contribuendo ad arricchire la nostra storia.
La necropoli di Porta Sarno a Pompei
La necropoli di Porta Sarno rappresenta una delle aree funerarie più significative di Pompei, situata nelle vicinanze di una delle porte d’ingresso della città. Durante gli scavi avvenuti negli anni ’90, in occasione dei lavori per l’ampliamento della linea ferroviaria Circumvesuviana, furono rinvenute oltre 50 sepolture a cremazione, accompagnate da stele e monumenti funerari. Le indagini archeologiche successive hanno continuato a svelare tombe di notevole importanza, tra cui quella contenente il rilievo della coppia.
Questa area, ricca di storia e simbolismo, offre uno spaccato imperdibile della vita dei pompeiani e delle loro pratiche di sepoltura. Ogni scoperta contribuisce a tratteggiare un quadro più completo e interessante delle credenze, dei costumi e delle relazioni sociali che caratterizzavano l’antica città.
Procedure future per il ritrovamento di Pompei
Attualmente, il rilievo funebre è stato trasferito nella Palestra grande e sta vivendo un attento processo di restauro, volto a preservarne l’integrità e a consentirne uno studio approfondito. Questo ritrovamento sarà esposto al pubblico durante la mostra “Essere donna nell’antica Pompei”, programmata per il 16 aprile 2025. Durante questa esposizione, i visitatori potranno osservare da vicino i lavori di restauro in corso e approfondire il significato del ruolo delle donne nella società pompeiana.
Il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, ha sottolineato l’importanza di questo ritrovamento per la valorizzazione dell’area e per promuovere ulteriori ricerche che possano rivelare nuovi dettagli sulla vita e sulle tradizioni dell’antica città. Negli scorsi anni, altre scoperte significative sono state fatte grazie alla collaborazione con l’Università di Valencia, tra cui la Tomba di Marco Venerio Secundio. Questi ritrovamenti pongono l’accento sull’importanza di continuare a esplorare il passato aristocratico e religioso di Pompei.