Le indagini condotte dai Carabinieri Forestali nella Provincia di Ancona hanno portato alla denuncia di tre amministratori di un’impresa agricola operante nella Vallesina, nota per la coltivazione di uve e la produzione di vini marchigiani. I dati raccolti rivelano un illecito significativo, con oltre 310mila euro di fondi pubblici, ottenuti attraverso modalità fraudolente. Le perquisizioni avviate questa mattina segnano un’importante fase dell’inchiesta, offrendo nuove prospettive su una vicenda che coinvolge fondi europei e pratiche commerciali sospette.
Le indagini e le perquisizioni
A partire da novembre 2024, i Carabinieri Forestali hanno avviato un’indagine approfondita che ha rivelato l’esistenza di oltre 310mila euro di finanziamenti pubblici percepiti in modo illecito da due distinte imprese agricole. Le attività di oggi hanno visto la mobilitazione di circa 20 Carabinieri del Gruppo di Ancona, i quali, sotto il comando della Procura della Repubblica di Ancona, hanno eseguito perquisizioni nelle sedi legali delle imprese coinvolte e in un magazzino di stoccaggio dei prodotti vitivinicoli. Queste azioni mirano a raccogliere elementi probatori necessari per supportare le accuse contro i tre amministratori, sospettati di aver manovrato un sistema scam per ottenere fondi pubblici.
Le accuse di truffa aggravata
Gli indagati sono accusati di truffa aggravata, essendo accusati di aver ottenuto circa 131mila euro in contributi pubblici attraverso fittizie rappresentazioni di attività agricole. Questi fondi, provenienti dalla Politica Agricola Comune e dal Piano di Sviluppo Rurale della Regione Marche, riguardano gli anni 2022 e 2023. La denuncia si fonda su prove che indicano come l’impresa fosse formalmente creata per la coltivazione di uve e la produzione di vini, ma in realtà concepita con l’unico obiettivo di ottenere finanziamenti da enti statali e regionali.
Un sistema fraudolento in azione
L’inchiesta ha messo in luce un sistema fraudolento ben strutturato. Gli amministratori, una volta costituita l’impresa, avrebbero avviato pratiche per ottenere fondi pubblici, mentre, in realtà , la coltivazione dei terreni si sarebbe limitata a mere operazioni fittizie. Le evidenze raccolte dai Carabinieri del Nucleo di Arcevia hanno anche portato all’identificazione di ulteriori due individui e di un’altra impresa agricola, implicati in pratiche simili. Queste recenti scoperte sono indicative di come le dinamiche di frode possano espandersi all’interno del settore agricolo, suscitando preoccupazione sulle modalità di gestione dei finanziamenti pubblici.
Impatti finanziari e conseguenze legali
Le indagini non hanno solo svelato irregolarità , ma hanno anche comportato un danno erariale significativo. La Procura Regionale della Corte dei Conti di Ancona è stata informata riguardo alla cifra totale di 310mila euro, illecitamente percepita dai soggetti coinvolti. Tali sviluppi portano alla luce l’importanza di un controllo serrato sulle pratiche di amministrazione dei fondi pubblici, in particolare in un settore tanto delicato come quello agricolo, dove il supporto governativo è fondamentale per la sopravvivenza delle piccole e medie imprese.
La situazione rimane in evoluzione e le autorità stanno monitorando attentamente gli sviluppi futuri di queste indagini, con l’intento di prevenire future frodi e salvaguardare l’integrità dei fondi pubblici.