Velocità mortali sulla Laurentina: flash mob per Daniela Gambardella e appello alle istituzioni

Velocità mortali sulla Laurentina: flash mob per Daniela Gambardella e appello alle istituzioni

La morte di Daniela Gambardella riaccende il dibattito sulla sicurezza stradale a Roma, con cittadini e associazioni che chiedono interventi urgenti per proteggere pedoni e ciclisti dalla velocità eccessiva.
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Velocità mortali sulla Laurentina: flash mob per Daniela Gambardella e appello alle istituzioni - Gaeta.it

Un tragico evento ha scosso la comunità romana, evidenziando le problematiche legate alla sicurezza stradale. Un gruppo di cittadini attivi, riuniti per ricordare Daniela Gambardella, vittima di un investimento, ha effettuato un monitoraggio della velocità nella via Laurentina, riscontrando picchi allarmanti di 74 chilometri all’ora. La morte della giovane ha acceso la discussione sui rischi che pedoni e ciclisti affrontano ogni giorno nelle strade della Capitale.

Un evento tragico e preoccupante

Nella mattinata di oggi, i membri di diverse associazioni hanno organizzato un presidio alla fermata dell’autobus in via Laurentina, esponendo fiori e biglietti commemorativi per ricordare Daniela Gambardella. Le parole delle associazioni parlano chiaro: “Una morte assurda, che non possiamo chiamare incidente, perché a Roma si muore ogni giorno.” Quest’affermazione sottolinea una realtà inquietante: dall’inizio dell’anno, si contano già sette pedoni morti nella Capitale, un dato che mette in luce le lacune nella sicurezza stradale. Nel 2022, su un totale di 145 vittime, ben 42 erano pedoni, un numero che richiede un’urgente riflessione e interventi da parte delle autorità.

La pericolosità della Laurentina

Il tratto della Laurentina dove è avvenuto l’incidente è stato oggetto di attenzione particolare durante il flash mob. Gli attivisti hanno messo in evidenza come tale area risulti estremamente pericolosa per pedoni e ciclisti. Sono emerse dichiarazioni forti e chiare, con alcuni che hanno affermato: “Una ragazza è stata condannata a morte, colpevole di aver voluto camminare nei pressi di una fermata dell’autobus.” La velocità eccessiva delle auto in quel tratto, ritenuta inaccettabile, viene spesso accentuata dalla presenza dei semafori, che invece di fungere da deterrente, invitano a forzare i limiti, col rischio di incidenti fatali.

L’appello delle associazioni per la sicurezza stradale

Numerose associazioni, tra cui Salvaiciclisti Roma, Fiab Ruota Libera e Legambiente Lazio, hanno preso parte al flash mob, unendo le loro forze per far sentire la propria voce. Hanno chiesto un impegno concreto da parte del Comune di Roma e delle istituzioni competenti per affrontare il problema della sicurezza stradale. L’appello è diretto e preciso: “Dobbiamo fermare la strage.” Le associazioni hanno sottolineato che milioni di cittadini sono costretti a camminare e spostarsi in condizioni che non sono accettabili, dove l’alta velocità e la distrazione al volante sono troppo spesso trascurati.

Aggiornamenti nelle infrastrutture, maggiori controlli e una comunicazione chiara rappresentano le richieste principali. Gli attivisti non possono più attendere il prossimo incidente, la tensione è palpabile e si fa sempre più forte la richiesta di una città in cui le persone possano muoversi in sicurezza. La visione di una “città 30”, in cui si riduce la velocità e si migliora la qualità della vita, sembra un obiettivo lontano.

Mentre la protesta si conclude, rimane un rinnovato impegno da parte delle associazioni di attivisti, che promettono di continuare la lotta per un’umanizzazione delle strade di Roma. La morte di Daniela Gambardella deve servire da monito, ispirando un cambiamento reale piuttosto che un prolungamento dell’indifferenza generale. La speranza è che le istituzioni rispondano a questo accorato appello, non solo a parole, ma con azioni concrete e decisive.

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