Virologo minacciato da attivista: il caso Bassetti e Costacurta in aula

Virologo minacciato da attivista: il caso Bassetti e Costacurta in aula

Tensioni sociali emergono nel processo tra il virologo Matteo Bassetti e l’ex poliziotto Diego Costacurta, accusato di intimidazione durante un evento legato alle controversie sui vaccini e diritti civili.
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Virologo minacciato da attivista: il caso Bassetti e Costacurta in aula - Gaeta.it

Un episodio di intimidazione che ha sollevato polemiche e suscitato interesse mediatico si è svolto nella cornice del processo che coinvolge Matteo Bassetti, noto virologo genovese, e Diego Costacurta, ex poliziotto e attivista contro le politiche sanitarie del governo. Questo conflitto, le cui radici affondano nei dibattiti accesi sui vaccini e sui diritti civili, offre uno spaccato delle tensioni sociali attuali.

L’attacco al virologo e le reazioni

Durante un evento, Bassetti ha dovuto affrontare un gruppo di manifestanti capeggiato da Costacurta, che gli ha rivolto insulti pesanti come “assassino” e “dottorino, ti veniamo a prendere“. Le affermazioni, cariche di emotività e aggressività, hanno attirato l’attenzione delle forze dell’ordine, che sono intervenute per contenere la situazione. In videoconferenza da Genova, il medico ha dichiarato di sentirsi minacciato e ha ribadito la sua professione, sottolineando di non avere alcun legame con attività criminali o politiche.

Costacurta, noto per la sua opposizione all’obbligo vaccinale e al green pass, si è presentato in aula sostenuto da una trentina di attivisti che hanno esibito foto di Camilla Canepa, giovane vittima di gravi effetti collaterali legati al vaccino AstraZeneca. Queste immagini hanno infiammato ulteriormente il dibattito già teso intorno al tema delle vaccinazioni e delle loro conseguenze.

La cronologia delle minacce e le implicazioni legali

Le minacce a Bassetti sono occorse il 14 ottobre 2022, in occasione di una presentazione letteraria. Il virologo, che si trovava in un contesto tutt’altro che pacifico, ha parlato di un clima di intimidazione che ha compromesso la sua partecipazione a eventi successivi. Per motivi di sicurezza, è stato sconsigliato di partecipare a un congresso medico, evidenziando l’impatto diretto che tali episodi possono avere sulla vita professionale di un medico.

La testimonianza di Bassetti e quella di due poliziotti della Digos ha aperto la strada a una narrazione di tensioni non solo personali ma anche legate alla sfera pubblica e alla libertà di espressione. Il processo ha preso il via in un’atmosfera di forte attesa, con la società che osserva come il sistema giudiziario affronterà le minacce legate alla libertà di stampa e all’espressione scientifica.

Il punto di vista di Costacurta

Di fronte alle accuse, Costacurta ha fornito la sua versione dei fatti. Ha negato di aver agito con violenza, chiarendo che il suo obiettivo era porre domande a Bassetti su temi controversi riguardanti la salute pubblica. Ha espresso inoltre la sua frustrazione per la reazione del virologo, percepito come evasivo. L’ex poliziotto ha cercato di giustificare le sue parole forti, spiegando che “assassino” era una definizione da intendere in un contesto di responsabilità piuttosto che come un attacco fisico diretto.

Costacurta ha infine enfatizzato il suo passato in polizia e il desiderio di essere riconosciuto come una persona rispettabile, questionando le diatribe che derivano dall’apparenza e dall’immagine pubblica, dichiarando di non essere automaticamente associabile a comportamenti violenti per il suo aspetto fisico. Concludendo il suo intervento, ha insistito sulla necessità di un dialogo aperto e onesto sui temi legati alla salute pubblica.

La prossima udienza e le aspettative

Il processo ha suscitato un forte interesse, non solo per le sue implicazioni legali, ma anche per il contesto sociopolitico in cui è inserito. È stato aggiornato al 21 marzo, data in cui si attende un ulteriore sviluppo della vicenda. La questione che resta aperta è come il sistema legale tratterà le intimidazioni nei confronti di professionisti della salute in un periodo caratterizzato da divisioni e controversie su temi medici. La tenuta del dibattito pubblico sarà fondamentale per capire come il dialogo possa evolversi e contribuire a un clima di maggiore civiltà e rispetto.

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